Una storia di giornalismo: New York Times vs. Amazon

Amazon Amazonian In 140 caratteri: «La storia del NYT su Amazon è aneddotica o basata sui fatti?»
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Negli ultimi giorni, dopo il lungo pezzo del New York Times sulle condizioni di lavoro in Amazon, è montato un caso che ha allargato il dibattito anche ad altre aziende (tech in generale, ma non solo).

Sono state scritte centinaia di pagine, ma andiamo per ordine. La storia base te la racconta il Post (Amazon è un brutto posto in cui lavorare?), che raccoglie anche la risposta di Jeff Bezos.

Al di là del merito
Il merito è difficile da valutare, anche se ci sono state testimonianze dirette (per esempio: An Amazonian’s response) e indirette.

Come spesso accade con Internet, però, se si lascia decantare una storia per qualche giorno cominciano ad arrivare i primi commenti sul metodo. E sono commenti che ci aiutano a crearci una giusta prospettiva.

Il primo, passibile di essere un po’ di parte (ma fatti la tua opinione), è di Sonny Bunch su Free Beacon. La sua teoria è semplice e chiara: «Da quando Bezos ha comprato il Post, il New York Times ha pubblicato moltissimi articoli critici su Amazon».

Poi c’è un commento interessante quando -esaminando l’articolo del NYT- Sonny dice di non stupirsi: «Se intervisti gente che non ha voglia di lavorare, in un posto in cui si lavora duro, probabilmente il risultato è scontato».

Non c’è dubbio che in aziende innovative e ipercompetitive ci sia dello stress da lavoro. A me personalmente pare abbastanza fisiologico (e conosco casi anche fuori dal settore tecnologico). Qui però l’ipotesi -abbastanza contundente- è che il montaggio delle testimonianze sia stato fatto in qualche modo a tesi.
C’è dell’altro, ma intanto leggi tu stesso: The New York Times Versus Amazon

Aneddotica, non fatti
A suffragare l’idea di Sonny c’è il pezzo di Margaret Sullivan (Public Editor del NYT, appunto) che cita le critiche di Jeff Jarvis («l’articolo su Amazon non è equilibrato») e ammette: «L’evidenza contro Amazon, sebbene potente, è largamente aneddotica, non è basata sui dati veri».
Il ragionamento è più ampio e va letto tutto, perché è bilanciato dalla risposta di Dean Baquet, che difende l’approccio aneddotico e si dice orgoglioso del suo lavoro.
Come dicevamo, ne nasce un bel dibattito sul metodo. E c’è da riflettere sui pro e i contro.

Ma soprattutto ce n’è abbastanza per farci la nostra opinione personale, considerando che Internet oggi ci richiede tutta l’information literacy necessaria per analizzare le notizie.
Il titolo è: Was Portrayal of Amazon’s Brutal Workplace on Target?

Se ti va, poi, puoi approfondire con il commento di CNN Money: New York Times editor on Amazon story: Not ‘quite enough’ evidence.

(Update: Avevo erroneamente attribuito il pezzo di Sonny Bunch al Washington Post. Ho corretto).

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