Un po’ di cose per mettere ordine su come la nostra vita sta cambiando

Robot e Intelligenza artificiale In 140 caratteri: «Dai social media (alla cui interfaccia veniva aggiunta la capacità cognitiva delle persone) ai media autointelligenti» Tweet this!

Da queste parti c’è un concetto su cui basiamo spesso i ragionamenti: «la tecnologia è comportamento».

Non a caso, basta guardare solo agli ultimi 20 anni, quasi tutti i nostri comportamenti sono cambiati. Ognuno di noi ha incontrato e modificato le sue abitudini utilizzando i nuovi strumenti disponibili. È cambiato il modo in cui leggiamo, in cui ci rapportiamo agli altri, in cui ci informiamo. Il modo in cui scegliamo cosa comprare o che film guardare. Persino il modo in cui percepiamo noi stessi nello sguardo degli altri, attraverso le gratificazioni o le interazioni in rete.
Basta che tu faccia un minimo di analisi su come fai le cose oggi e te ne rendi conto.

Le parole che usiamo
Io adoro citare un vecchio libro di Todorov (il cui titolo corretto sarebbe: La Conquista dell’America:Il problema dell’altro, ma nel titolo italiano la seconda parte è stata tralasciata).

Nel suo saggio Todorov analizza e riassume i temi centrali della cosiddetta «Letteratura della Conquista», che è una delle fasi della storia probabilmente più simile a quella che noi stiamo vivendo in questo periodo. I «diari di viaggio» dei conquistadores -con le dovute elasticità di una similitudine- hanno tutte la caratteristiche delle nostre difficoltà di ricollocarci in una realtà per cui non siamo stati educati e che si mostra ogni giorno con i sintomi di scenari differenti.

Quagli uomini si trovarono improvvisamente di fronte a un mondo nuovo, con spazi completamente diversi da quelli europei (pensa a come il digitale ha ridisegnato la geografia e l’idea di vicinato). Ma soprattutto si trovarono di fronte a migliaia di cose che non avevano mai visto, che la scienza di allora non classificava, che -soprattutto- non avevano un nome. E quei nomi furono inventati (come facciamo noi con le tecnologie) paragonando il nuovo «a cosa nota».
Esattamente come stiamo facendo noi nell’universo immateriale.

La Storia e il Caterpillar
Vent’anni stanno ai tempi della Storia come un atomo sta a un Caterpillar di quindici tonnellate. Noi -inseguendo l’innovazione che sta cambiando i nostri comportamenti e le nostre vite- siamo abbastanza in difficoltà. Il nostro sistema educativo, per primo, fatica a razionalizzare e proceduralizzare un modello che prepari i nostri giovani al mondo contemporaneo. E continua a insegnare ai cuccioli il XX secolo. Che però è abbastanza passato.

I lavori più richiesti oggi non hanno un percorso formativo strutturato che possa mettere in valore i nostri ragazzi. L’accelerazione della Storia ci costringe a inseguirla. Ma anche a mettere in discussione alcuni cardini della cultura da cui veniamo.
Qui puoi raccogliere qualche stimolo: 4-year-year olds should be learning about robots at school

Nomi nuovi per fasi nuove
In questi anni abbiamo inserito molte parole nel nostro lessico comune, e -fammelo ripetere- a ciascuna parola corrisponde un nuovo comportamento. Solo per citare i casi più evidenti: i blog -ci abbiamo messo anni per normalizzarli e arrivare al New York Times che afferma che «ormai tutto è blog»-, i social network (che ormai sono un’infrastruttura mentale cui non sapremmo rinunciare), eccetera.

Ma come sempre accade -anche senza citare Schumpeter- siamo passati rapidamente da un’innovazione generata «artigianalmente» dai piccoli (dalle persone, dal basso) a un’industrializzazione di Internet in cui i servizi centrali nelle nostre vite sono gestiti dai grandi capitali. Che da un lato garantiscono contenuti dl servizio su scala enorme, dall’altro influenza le nostre vite.
Anche qui ti suggerisco una lettura: The next Industrial Revolution: the convergence of physical & analytical technologies: a kind of industrial Internet

La parole di oggi, da non sottovalutare
C’è molta confusione. Le nuove parole con cui ci stiamo confrontando oggi vengono direttamente dal lessico della fantascienza. Robot, Intelligenza artificiale, Bot, Droni, auto che guidano da sole, Internet delle Cose. Spesso, senza accorgercene, le usiamo come sinonimi o comunque non le abbiamo ancora classificate.

È una delle ragioni per cui io preferisco parlare di Digitale (e non di Internet). Sono prodotti della stessa tecnologia, con applicazioni diverse. Allo stato delle cose direi che lo scarto principale che stiamo vivendo è la transizione dal passaggio dai social media (di cui abbiamo tanto parlato, perché erano media alla cui interfaccia veniva aggiunta la capacità cognitiva delle persone) ai media autointelligenti.

C’è molto da scoprire ancora sugli scenari che ci attendono. Ma personalmente credo che dovremmo mettere in agenda questa veloce transizione (chiamandola come ci pare) senza credere a chi ci dice che vedremo i robot e le auto intelligenti tra 10 anni.
Piuttosto dovremmo renderci conto che non ci sarà mai un momento in cui diremo: «ecco ora abbiamo le auto che si guidano: sono la norma» oppure «ecco i Robot sono la norma».

Le auto e i robot (e l’intelligenza artificiale e tutto il resto) sono già qui, ci abitueranno lentamente -e per impercettibili step- a considerare il cambiamento normale.

Magari sbaglio ma se sei curioso ti lascio qualche link. A partire da questo articolo di Science: Robots have gone from being a topic of science fiction to becoming an integral part of modern society .

Oppure da questo di Forbes: How Driverless Cars Will Take Over Roads, Hearts And Minds

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