Twitter per giornalisti

Quando ero ragazzo c’era un volume della Disney che si intitolava -mi pare- I pensieri di Pippo.

Tra questi ce n’era uno -ovviamente molto Goofy- che diceva: «È strano come una discesa vista dal basso assomigli tanto a una salita».
Ed è un modo che trovo perfetto per riassumere molti dei dibattiti che si leggono in questi mesi tra i giornalisti sull’uso o meno di Twitter.

La centralità di Twitter nel nostro sistema informativo non mi pare sia in discussione. È diventato un canale usato direttamente dalle fonti, è una velocissima catena di distribuzione delle notizie.
Il lato negativo è che richiede molta literacy per essere usato bene, oltre al mestiere che ci vuole per valutare l’attendibilità delle notizie. Ma quest’ultimo era necessario pure prima, e Twitter è una roba moderna ma non per questo ci affranca dall’esercizio di una responsabilità delicata.

A questo proposito tra le letture di oggi merita qualche minuto un post di @gordonmacmillan. Che -tra l’altro- riporta una serie di tweet di Dave Hutchinson, importanti perché raccontano le fasi del ciclo di una notizia su Twitter:

1. Twitter fa notizia: arriva il primo tweet su un incidente;

2. Twitter fa notizia: arrivano altri tweet. Iniziano i RT, i MT, gli HT.

3. Twitter fa notizia: inziano le voci, le speculazioni. Cominciano ad apparire gli hashtag.

4. Twitter fa notizia: comincia ad arrivare qualche dettaglio nuovo, solido ed affidabile.

5. Twitter fa notizia: cominciano le battute e i commenti di colore.

6. Twitter fa notizia: a seconda del tipo di notizia, il punto 5 può generare la ripetizione del ciclo dal punto 2.

Ora, io prima di darvi il link al pezzo, annoterei due miei pensieri prescindibili.
Twitter è molto semplice da usare, ma difficilissimo da capire. E in soli 140 caratteri richiede un’alfabetizzazione molto elevata. Ad esempio, è facile che qualcuno che passa qui per caso si stia chiedendo ora cosa siano hashtag, RT, MT, HT e altre amenità in apparente linguaggio involuto.

Poi, per un giornalista che intercetta la notizia su Twitter, potrebbe essere importante capire in che momento di questo ciclo la sta intercettando. Ed è utile saperlo perché, oltre ai buoni consigli su come verificare le notizie sui social media (che abbondano in rete), si può anche comprendere molto contesto.

Il pezzo si intitola: Is Twitter ruining journalism or are journalists ruining Twitter?

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One Response to Twitter per giornalisti

  1. Pingback: Il (possibile) suicidio di Twitter » Giuseppe Granieri

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