Tutte le cose che non devi fare se vuoi che io ti legga sul web

attenzione In 140 caratteri: «Le ragioni che mi fanno chiudere una finestra prima di cominciare a leggerti»
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C’è molta teoria, ne abbiamo parlato un sacco di volte. Due su tutte, la storia del lettore scanner e di come cambia il nostro modo di leggere.
Qui è un po’ diverso, perché sono soprattutto appunti sulle mie personali idiosincrasie da lettore. Che non fanno statistica, ma che -certo- da early adopter forse raccontano come la vedranno gli altri domani.

1. Uh, il Web.
Per quante speculazioni si facciano sul mondo delle app, sulle news via Snapchat eccetera, il web rimane la sostanza del digitale. Puoi iniziare a leggere o scoprire cose da un paio di occhiali di Google, da uno smartwatch, da un librino sul Kindle, da un’app o dal cruscotto della tua macchina.
Appena clicchi su un link (e i link sono ciò che più di tutto ha reso desueta la carta) entri in un mondo che potrebbe non essere disegnato per te che clicchi su quel link.
La prima base è un design responsive, che deve farmi avere accesso ai tuoi contenuti da qualsiasi parte io ci arrivi e su qualsiasi dispositivo.
Ma queste sono le basi che -a parte qualche agenzia- conoscono anche i bambini delle elementari.

Sei un genio, ma devi capire
Puoi scrivere le cose più intelligenti del mondo, ma le regole della distribuzione sono cambiate. Se ti ostini a non volerle seguire, io non ti leggerò (e, temo, come me tanti altri).
Perché in un mondo in cui l’attenzione è la risorsa scarsa e il disturbo è la risorsa abbondante, devi disegnare quello che dici in modo che sia valorizzato.

La lezione dei musei
La prima cosa che impari, progettando un museo, è che l’attenzione dell’individuo si dirige su un elemento alla volta. La sequenza in cui progetti quella direzione di attenzione è molto più importante di tutto il resto. Perchè costruisce contesto e comprensione. Un museo ben progettato è un «acceleratore culturale» proprio perché diminuisce il gap tra tempo speso e comprensione costruita.

Un testo, come stanno imparando a fare i divulgatori (più gli yankee che non gli italiani), segue lo stesso processo. La mia attenzione è limitata e tu devi cercare di farmela sfruttare al massimo.
Se mi dai troppi stimoli, non mi stai dando nessuno stimolo.
Poche informazioni, ma possibilmente rilevanti.

La sindrome della X sulla finestra del browser
Ora tu puoi avere tutte le idee che vuoi suoi tuoi modelli di business, ma se non disegni i tuoi contenuti per limitarmi il disturbo e darmi la massima comprensione nel minor tempo possibile, stai sbagliando qualcosa.

Nella pratica questo significa che il design deve essere pensato per raggiungere questo obiettivo, in maniera laica rispetto al dispositivo o all’applicazione che uno utilizza per arrivarci.

Io non uso sistemi Windows da anni, ma credo di ricordare che avessero la X per chiudere la finestra. Tu puoi scrivere le cose più fighe del mondo, ma nei primi tre secondi quella X (sul mac è diverso) la stimoli facilmente.
Ti passo la mia personale checklist.

La mia checklist
A prescindere dal contenuto io chiudo la finestra (e soprattutto non condivido sui social) articoli con queste caratteristiche:

  • Font troppo piccolo (certo posso aumentarlo sul mio client, ma il fatto che usi un font con un corpo minimo, nel 2015, non comunica autorevolezza).
  • Immagini che interrompono il testo. Che senso hanno? Sto leggendo, fammi leggere.
  • Presenza di pubblicità o popup: Qui si può discutere, Ma io non mi prendo la briga di usare strumenti che li blocchino. Se tu li usi, io ti ignoro e non ti condivido. Chiudo la pagina e il problema è tuo, non mio
  • Assenza di titoletti. Puoi essere un genio, ma ci sono tante persone geniali in giro. Scrivimi paragrafi lunghi e non ti leggerò senza prima aver capito se le cose che dici mi interessano.
    Hai tre secondi per farlo, per convincermi. I titoli dei paragrafi aiutano, fidati.
  • La grammatica dei link. Fammi capire cosa stai linkando e cosa trovo se clicco su un link. Ipersterstualità non significa dare la possibilità di cliccare, ma dare contesto in una navigazione
  • Non abusare del mio tempo. Ancora una volta, la regola è: massima comprensione versus minimo investimento in tempo di lettura
  • A te viene in mente altro?

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