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narrazioni   s t o r i e

  • Jacopo De Michelis (Italia), La bella addormentata
    Gli alberi, i campi, i pali della luce, le fabbriche, le fattorie e le automobili gli sfrecciavano davanti agli occhi, come risucchiate da una forza irresistibile. Rapidissime le cose vicine, più lentamente quelle lontane. L'uomo distolse lo sguardo dal finestrino...
  • Fernando De Benedictis (Italia), Incontri ravvicinati di...strano tipo
    Angelo amava la libertà, e quindi il volo, che, come aveva appreso dal gabbiano Jonathan Livingstone, la traduce in poesia: da qui all'astronautica, e quindi all'ufologia, il passo non è poi così enorme come sembra; del resto, ormai dovrebbe essere chiaro, che era un tipo un po' originale!
  • Mario Giovannini (Italia), Diario intimo di un nato stanco 
    Così è. Non ci posso far nulla. Anche ora, dopo tutti questi anni, se guardo indietro la conclusione, è sempre la stessa: sono venuto al mondo con un solo e  preciso scopo: riposare. Oddio, c'è di peggio, che so... CL, una tessera del Psi, l'ultimo disco di Masini a tutto volume in cuffia, i brufoli..
  • Mauro Montanari (Italia), Tornado 
    Non mi perderò in chiacchiere ma racconterò questa storia tutta d'un fiato, dall'inizio, il Lunedì, alla conclusione, la Domenica, sette giorni nei quali la vita, per Eugenio, cambio' da cosi' a cosi', come sotto i colpi furiosi di un tornado....
  • Nicola Maguolo (Italia), Il cavaliere medievale 
    Il giorno che il personaggio di questa storia si sarà svegliato potrà essere una tiepida giornata di primavera in cui il sole riempirà la valle con il tepore dei giorni di festa in un cielo alto e l'aria limpida come nelle favole che ci avranno raccontato quando saremo bambini....
  • Marco Guizzi (Italia), Sopravvissuto 
    "Ok Ben, ora prova a fare uno sforzo di immaginazione: bene, fingi di essere bloccato da qualche parte, nel deserto, su una montagna, o se preferisci su un'isola deserta. Stai aspettando gli aiuti. Nessuno si è ancora fatto vivo, ma tu lo sai, sai che prima o poi gli aiuti arriveranno..
  • Luca Rivelli (Italia), Quattro smorfie d'agosto
    Quando la guarda, la sente un po' più lontana di prima, di ieri, del tempo passato... ma non sa cosa farci, in questo turbine amaro di voluttà potenziale, di sguardi, di sogni di intimità recuperate... ricorda molte storie, occasioni, le capacità che sa di non avere più...
  • Mario Iannaccone (Italia), Incontri  
    C'era una volta in un paese ed in un tempo non tanto lontani, una grande città. Una grande città come tante, popolata da animali di tutte le specie e le razze, che convivevano più o meno pacificamente. Certe volte sembrava di essere in un deserto in cui le distanze...
  • Renato Gionchetti (Italia), Raccontino
    Davanti a me c'è una strada larga e lunghissima. Ai lati si alzano alti palazzi di vetro lucido. Intorno ai miei passi un traffico ininterrotto di macchine scure che sembrano vuote. Dalle vetrine dei negozi mi giungono lampi di luci colorate e violente musiche ritmate....
  • Gianluca Baccanico (Italia), 29 febbraio 
    Non si passa, è rosso. Sarà meglio calmarmi e utilizzare questa pausa forzata per ragionare. Certo che questo pazzo al sassofono non mi dà certo una mano. Dai due buchi, posti in basso, sugli sportelli, continua ad infiltrarsi adrenalina..
  • Massimiliano Volpini (Italia), Lo scippo
    Di solito funziona. Ci vogliono velocità occhio riflessi coraggio. Checco è come un ghepardo, stesso salto stessa fame stessa paura al momento dello scatto. Stesse macchie, anche. La pelliccia di Checco è fatta di pelle e di croste e di olio di macchina...
  • Stefano Ceresoli (Italia), Sogno, son desto o...?
    "Paolo! Rientra, per favore," urlava nonna Carmela. Lui sarebbe pure rientrato. Stare su un cornicione al settimo piano e soffrire di vertigini non è il massimo della vita. Solo che c’era un problema. Nonna Carmela era morta da un mese d’infarto...
  • Alessandro "Albis" Bidini (Italia), Il fantasma del jazz
    Sopra uno sgabello di una pizzeria la vidi! Due occhi, due seni, due gambe che mi guardavano, intensamente, l’anima, il corpo. Mi misi a sorridere, dovevo fare qualcosa! Aspettai che la musica cambiasse parlando con i compagni di calcio, donne e musica...
  • Glauco Juliano (Italia), Vecchia Gloria
    Certo una accoglienza così non se l'aspettava proprio: il piccolo paese, quattro case sputate in mezzo alla sterpaglia ingiallita da un sole perennemente feroce, era in festa: la grande celebrità, l'ex giocatore di serie A, il tenace ed arcigno difensore..
  • Domenico Ingenito (Italia), La coda della cometa
    <<Dai, fai presto, prendi la torcia!>> sussurrò Aurora per incitare Andrea. Si stava facendo sera, il paese era deserto, tutti erano andati alla fiera nella città vicina per festeggiare "Il giorno della cometa". Era il 6 Aprile e sarebbe stato il giorno in cui la cometa Hale Bopp..
  • Elvio Cipollone (Italia), L'incontro
    Una sera d'inverno me ne stavo vicino al camino. Governavo il fuoco nella mia solitudine, lo vedevo ardere di un colore amico, una fiamma vispa si agitava tra la legna ed il suo crepitio era l'unico rumore che rompeva il silenzio. Era un po' strano questo fuoco, generoso ed egoista...
  • Liam O'Mail (Italia), Il discorso inutile
    Ho acceso un sigaro, ormai è un rituale notturno. Un’insieme di foglie che disperde i pensieri nel suo intreccio. Il tabacco è di per sè una fuga dalla realtà. E’ notte, ancora macchine in giro. La stanza ascolta nella penombra il fruscio della polvere. Mingus, un'incisione del 1957 New York in agosto...
  • Michele Piccolino (Italia), La macchina dell'amore
    Alla fine anche lui si era deciso. I suoi passi erano lenti e incerti, l'espressione del suo viso mesta e pensierosa. Camminava lungo un marciapiede in mezzo alla folla che gli sbatteva contro. Non sembrava che stesse andando verso un posto particolare ma che fosse stato risucchiato dalla calca per essere sballottato da una parte a un'altra senza una meta. Tuttavia sapeva dove stava andando...
  • Natale Pace (Italia), Piccole Piume
    Il pettirosso viene da lontano. Oh, lui ha una strana sensibilità per queste cose! Capisce il linguaggio della natura in maniera incredibile. La musicalità degli alberi quando neniano delicate canzoni ai ritmi diseguali del vento di ponente o urlano tutti i dolori della terra nelle notti sciroccali accapigliando rami e foglie sotto l'impeto delle folate calde...
  • Giuseppe Porzio (Italia), Tutto in una notte
    Era mezzanotte quando fini` di leggere l'ultimo romanzo di Christian Jacq e inizio` a mettere mano ad un suo racconto. In realta` era da molto che ci stava lavorando,quasi da un mese,ma non riusciva a cavare un ragno dal buco. Era una cosa, quella, che non gli era mai capitata...
  • Pietro Cimino (Italia), Aperti, chiusi
    Aperti, chiusi, quindi aperti ancora. Spalancati a volte, a tratti spalancati, se questo può servire. Due occhi, due occhi per cominciare. Come sempre nel buio. Per quanto riguarda il buio nessuna variazione. In seguito una testa. Una testa, forse... forse per poter continuare...
  • Simone Cademartori (Italia), Tra le montagne
    Solo la luce del fuoco nel caminetto; la penombra della stanza favorisce le mie meditazioni. Il freddo temporale lasciato fuori, la pioggia, intensa, scroscia sulla tettoia di plastica generando quel piacevole rumore che mi fa avvicinare al fuoco. Provo un estremo piacere nell’ascoltare la potenza della natura che si infuria...
  • Stefano Belriguardo (Italia), Demoni
    Dagli archivi del tribunale storico di Roma: 12 Settembre 1864
    […] La realtà mi appare confusa. Confuso ogni mio gesto. Una frontiera di luce avanza ,alterando e scompigliando gli elementi di questa realtà, correlati perfettamente tra loro. Sottile gioco di specchi. Ciò che ne deriva è un nuovo equilibrio, un puzzle i cui pezzi combaciano...
  • Gaetano Vergara (Italia), Homo sum, humani nihl a me alienum puto
    Tutto ciò che è umano ha una logica umana che è anche la mia logica. Tutto, anche le azioni più irrazionali infime e aberranti, sono anche le mie azioni. Homo sum. Nulla, nulla dell’uomo mi è estraneo. L’umanesimo della ragione non è così lontano dall’umanità delle viscere. L’uomo a venire è ancora e anche l’uomo della pietra; ogni scienza contiene una coscienza; ogni gesto buono una carica distruttiva; e ogni violenza una tensione d’amore, una carica affettiva, passionale, erotica. Ecco perché ti ho violentata, ieri.
  • Luca Troncone (Italia), Un biglietto di solo ritorno
    Luca Troncone parcheggiò la vecchia Panda 30 lungo il marciapiedi che costeggia la stazione centrale. Erano le sei e trentacinque del mattino e la maggior parte dei clochard dormiva ancora, sotto grossi cartoni da imballaggio. I tossici invece erano ancora persi nell’ultimo viaggio, per cominciare già a preoccuparsi del prossimo.
  • Alessandro Gatti (Italia), Giovedi a Roma
    E ci siamo alzati alle nove e la colazione all’Hotel Merano finisce alle nove e trenta e la Sonia ha fatto la doccia e mi ha messo il Beauty nel bidet, poi ha lasciato tutto bagnato e siamo scesi a mangiarci i panini con la marmellata di arancio e fragola.
  • Carlo Cavalli (Italia), In giro per Varese con Marietto Comoli, mendicante rispettato, in una giornata di neve turbinante e di gelo manigoldo
    Col suo passo ciondolante, reso ancor più precario e scomposto da due gambe lunghe e ossute che reggono un tronco corto e ossuto, il Marietto Comoli, mendicante professionista, sembra un improbabile personaggio uscito da una storia tutta da non raccontare. La neve scende di traverso, a fiocchi minutissimi e cattivi, secchi come un colpo di nocca su un tavolo di noce...
  • Angie D. (Italia), Cotton Blue senza filtro
    Quella mattina il giornale non era davanti alla porta. Strano, pensò il signor Smookie uscendo di casa. Strano che il giornale non si trovi davanti alla porta come al solito. Dovrebbe essere tra il secondo e il terzo gradino, lì, arrampicato come un gatto al sole, e invece niente. Proprio strano. Il signor Smookie odiava non poter leggere il giornale di prima mattina, e trovava di pessimo gusto che l’azienda dei trasporti stampa si fosse dimenticato di lui...
  • Nataniele Paghini (Italia), L'elisir nero
    Tutti, nella Provincia Minore dei Malacotti, sapevano che la sacerdotessa Alisheba era una donna avida, capace di qualsiasi atto pur di possedere l’oggetto dei suoi desideri. E tutti ancor sapevano che la sua sottile figura emanava una bellezza abbagliante ed incantevole, una bellezza brillante di luce perversa e maligna. Taluni mormoravano che in realtà ella era l’incarnazione di un demone fuggito...
  • Gabriele Angeli (Italia), L'uomo perfetto
    Piero era veramente un soggetto unico, eravamo sposati da qualche tempo ma a me pareva proprio un’eternità, mi sembra che fosse sempre esistito, che abbia vegliato su di me da sempre. Anni fa eravamo due ragazzini quando decidemmo di stare insieme, e non riesco a trovare un termine più calzante di "stare insieme". I miei genitori erano stracolmi di felicità per la mia scelta...
  • Gabrio Torrelbi (Italia), Schiacciamenti
    Di notte, sulle rive del bacino idroelettrico, potevi e puoi incontrare persone ed imbatterti in situazioni molto particolari. Potevi incontrare anche la giustizia, impersonata dagli agenti della vicina stazione di polizia e forse avresti avuto qualche problema nel giustificare la tua presenza in quel luogo...
  • Roberto Pitea (Italia), Cassandra (dramma in tre atti)
    Questa mia opera, nasce nell'estate del 1998, in seguito ai fatti che mi videro accusato senza colpa. La storia di Cassandra allora mi sembrò talmente eroica che decisi di riscriverla...

  • Federico Torricelli (Italia), By dreams
    Bruciate un fuoco, a miglia di distanza per illuminare la mia lunga strada verso casa. Bruciate un fuoco, e che io ne veda i sacri colori, durante questo lungo viaggio. Non capisco, non distinguo, la realtà dal sogno. Cieli violacei hanno rilasciato demoni dalle ali aguzze...

  • Armando Santoro (Italia), Bruno
    Eppure la sua vita non era stata tutta rose e fiori, come si suol dire, anzi tutt'altro. Ad otto anni, insieme ad una sorellina di 6 anni, aveva perso la madre, ed il padre, un operaio di una grossa impresa chimica siciliana, non sapeva come fare per star dietro ai problemi della famiglia ed a quelli del lavoro.

  • Mauro Pianesi (Italia), Largo Argentina
    E’ un desiderio nato appena, ma grande già come un bernoccolo. Le piccole braccia arrotolate nel cappotto, le mani guantate di rosso di giallo e di blu si temprano, fremono, cercano di sfuggire alla presa della mamma.

  • Enrico Zoi (Italia), L'ascensore
    Avevo perso il conto delle gocce di sudore e dei gradini. Le scale, quelle maledette scale. La scala reale, la scala mobile, la scala Richter, la scala Mercalli, la scala di Milano, la scala 1:10.000, la scala musicale, la scala quaranta, perfino Delia Scala e Nevio Scala...

  • Federico Maio (Italia), Manichini (De Chirico e il balcone)
    Il manicomio sorgeva su una piccola collina che sembrava foderata di velluto verde, uno di quei tipici colli della sterminata campagna toscana, ondulati come corpi di donne. Era una grossa casa quadrata, completamente bianca, con poche e rade finestre dalle imposte di un azzurro scortecciato. Da lassù dominava tutta la piana...

  • Jarno (Italia), Il convento
    Difficile descrivere lo stato mentale in cui sono ridotto. Dubito di poterlo fare con una giusta e serena lucidità. La mia mano trema sul foglio bianco solo al pensiero di scrivere queste righe colme di orrore indicibile, ben consapevole di poter rimanere vittima dei miei ricordi. E’ vero: ho comprato una pistola automatica...

  • Gabriele Angeli (Italia), Il diario di Camilla
    Le previsioni del tempo pre-estive annunciavano un’estate torrida, afosa, ma ormai al culmine del suo protrarsi non era stata poi così catastrofica, il caldo c’era, si, ma non così devastante. Manuela era entrata in ospedale il giorno prima, per prepararsi al cesareo, ed il caldo preannunciato arrivò, di colpo....

  • Julio Cesar Monteiro Martins (Brasile), Contiguità
    Scende il machete e spacca in due il grande cocomero. Dal suo interno svolazzano via migliaia di farfalle gialle, che riempiono ogni punto dello schermo. Dopo qualche secondo inizia il telegiornale con l’immagine di uno sciame di elicotteri che parte in soccorso dei giovani sciatori scomparsi sotto una valanga...

  • Alessandro Bertacco (Italia), La renna e il ceppo
    ...muovo a Nord. Gli altri pensano che sia andato a Sud. O ad Est. Forse ad Ovest. A Nord no. Per questo ci sono andato. Per loro una mossa impossibile, per me la più semplice e sensata. A Nord, mi fido della stella polare e la seguo. Cerco un po’ di solitudine dove il freddo punge, dove gli aghi pungono...

  • Valerio Cruciani (Italia), Nuovo impegno
    Arrivato a settant’anni circa, il signor L. si accorse che le sue ossa avevano dei problemi, che soffrivano e che andavano aiutate. Aveva fatto la guerra, quella brutta, con i gas e gli aerei, quella con la politica e i dittatori...

  • Alessandro Flamini (Italia), Io, Franz e gli altri
    Be' quando mi chiedevo d'un posto dov'andarmene a morire non era certo Parigi. In Kenya forse o giù da una scogliera. Me l'avevano proposto in effetti di morirci a Parigi ma poi non se n'è fatto più niente. Il proponente era certo Franz Bauer anche se lui in realtà non ce l'ha mai chiesto chiaramente...

  • Antonio Sirica (Italia), Topi
    Perché? E' semplice. Ma anche triste. E forse sconvolgente. Insomma, è la verità. Ho trovato la verità quand'ero molto piccolo. Ricordo che la maestra, discutendo con i miei genitori, diceva che ero troppo cupo e silenzioso per la mia età, e forse anche maligno. Ed era vero. Ero strano. O forse soltanto diverso...

  • Erminio Serniotti (Italia), Marocchini, ma
    Sedici anni. Portati maledettamente bene: slanciata, fianchi stretti e petto già poderoso, capelli biondi e lunghi. Una ragazza di quelle che non passano inosservate per strada. Ieri sera Stefania Ferrero è scesa alle nove per andare a trovare un'amica che abita qualche portone più in là. Poi il vuoto. L'ha trovata a mezzanotte il nonno...

  • Maribù Duniverse (Italia), Volare
    Mi ricordo che quando ero vecchio scoprii un luogo che, per me, poi diventò sacro. Quel posto, forse dimora dei sogni, rimarrà per sempre avvolto nel mistero. Era un luogo ove trascorrevo buona parte delle mie giornate...

  • Riccardo Perini (Italia), Il Presente
    T. si svegliò la mattina di buon’ora, come era abituato a fare da un tempo che ormai gli sembrava infinito. La sveglia, per l’ennesima volta, aveva troncato in modo brusco il suo piacevole e caldo stato di dormiveglia, che ogni mattina precedeva il momento della levata....

  • Nicola D'Ugo (Italia), Memorie sfaldate annue
    Muoversi da una stanza all’altra, incessantemente. E poi fermarsi per ancora riprendere. Dentro casa, sempre dentro casa. Con la temperatura che cambia come le stagioni. I rumori sono incessanti. Il ventilatore non vale niente, muove aria su aria, sempre la stessa...

  • Alessandro Fortuna (Italia), Entrata
    Giro l’angolo col capo chino e ovviamente dovevo stare più attento. Ho urtato una signora che nulla mi aveva fatto e probabilmente non aveva neanche intenzione di porgermi la sua attenzione...

  • Antonio La Gala (Italia), Storie
    Strano, doveva essere lì per caso, eppure no, sentiva fosse lì per lui. Iniziò a chiedersi quanto tempo fosse passato: due anni, quasi tre, e nulla era cambiato. Cosa ci faceva lì quella sciarpa, il suo regalo per la partenza dell'amico? Gliel'aveva data proprio lì, sfilandosela da torno al collo...

  • Stefano Sgambati (Italia), Impronte nella sabbia (vola se sai come fare)
    Presto! Non ho molto tempo, ma voglio raccontarvi una storia. Di quelle intense che fanno soffrire e Dio mio, credo che se venissero a sapere quello che sto facendo, sulla mia testa passerebbero una valanga di noiosissime certificazioni disciplinari....

  • Nicola Bronzino (Italia), Le elezioni comunali a Valledipria
    Sotto il sole tiepido di primavera il paesello di Valledipria era scosso da un insolito fermento. Il 14 di aprile, una domenica ovviamente, la cittadinanza tutta era chiamata al voto per rinnovare il proprio consiglio comunale. Come solo in queste occasioni capitava, la popolazione, che di lì a poco sarebbe stata chiamata a mobilitarsi, a fare pulizia, a condannare i vecchi immorali amministratori...

  • Alberto Marello (Italia), I cherubini
    Abitanti del più bel paese! Uomini cresciuti nella cattività del mondo, ma che avete sempre creduto nella società: nell’onesta convivenza, nella perfetta armonia, negli ideali più sinceri, nella libertà di pensiero e di parola. E’ a voi che oggi mi rivolgo...

  • Rinaldo Ernesto Ambrosia (Italia), Icaro
    Sei solo in casa, fa caldo. Esci sul balcone, poi rientri in camera, accendi il registratore e ti siedi. Le note del secondo movimento della settima sinfonia di Beethoven si diffondono nell’aria...

  • Giovanni Lorenzini (Italia), Un anniversario
    Ugo Petru, professore in pensione di storia e filosofia, prima di infilarsi sotto la doccia aveva dovuto guardare più volte il datario del suo orologio da polso per convincersi che quella mattina era veramente il 19 di maggio...

  • Giuseppe Davalli (Italia), Ho visto il blu sorridere
    1.Così finì la predica di padre Brown: pancione, nasone, faccione, gamboni, piedoni, manone, testone, paroloni, grandi prediche. Un prete all’ingrosso, che ti riempie la vita, la chiesa, il pulpito: una fede al chilo, presa a generose manciate, goduta, consumata...

  • Paolo Jannin (Italia), Sulla piazza
    Io oramai sono vecchio, molto vecchio. Da un po' di tempo penso che non mi resti più molto da vivere, e allora sempre più spesso mi rifugio nei ricordi, cerco di afferrare i momenti passati per costringerli a tornare indietro, come se potessi viverli ancora una volta, rivedendoli e sforzandomi di sentirne la loro realtà purtroppo illusoria...

  • Andrea Tavernati (Italia), Rosso veneziano
    La luce attraverso le persiane non esalta quel pulviscolo così caratteristico di tutte le albe nelle città padane. A Venezia la luce passa netta, con una tonalità diffusa, omogenea, come se, già filtrata per mille passaggi, avesse perso per strada ogni impurità ed acquistato via via compattezza. E’ una trasfusione lenta...

  • Pier Paolo Vaccari (Italia), Trittico
    Dai circuiti celesti, dove fluiscono le legioni angeliche, all’improvviso si staccò un angelo che, come una meteora impazzita solcando il cielo serale, precipitò sulla Terra. Quando si riebbe dalla caduta, si accorse di esser piovuto nel cortile di un edificio...

  • Guido Pistorio (Italia), Il cane
    C’era un cane adulto di taglia media nella strada principale della città, affollata da un via vai di persone. Naturalmente era nudo, ricoperto di pelo corto, unico suo vestito naturale. Stava seduto sul marciapiede, un po’ discosto dal muro di un palazzo. Non faceva assolutamente nulla: respirava e si guardava intorno con una bella espressione intelligente...

  • Cristiano De Majo (Italia), La cena
    Un vociare fatto di esclamazioni e di idiomi sconosciuti avvolgeva l’aria: la gente saliva e scendeva, trovava posto a sedere e lo cedeva ai più bisognosi, mentre l’obliteratrice, impeccabile, testimoniava di tanto in tanto il suo funzionamento con un clangore elettrico...

  • Gianluca Barbera (Italia), Lettere dall'occidente
    Caro professor Micca, come saprà la multinazionalizzazione del nostro paese è un processo avviato e difficilmente reversibile, non diversamente da quanto avviene in gran parte del mondo. Nonostante i proclami a favore della democrazia..

  • Roberto Saluzzi (Italia), Violinista per caso
    Per lungo tempo, andai a coricarmi di buonora… oh, scusatemi, mi sembrava troppo bello come inizio, ma l’ha già scritto qualcun altro, un certo Marcel, Marcel… e qualcosa. Spero di non essere così prolisso, però, e nemmeno serioso. Certo non posso paragonarmi a quel genio...

  • Peppe Latanza (Italia), Il tempio
    Il buio mi batte alle tempie. Potrei anche alzarmi ed avvicinarmi alla finestra per vedere se il sole si è staccato dalle braccia dell’orizzonte. Ma le cinghie di cuoio che mi legano al lettino sono troppo strette e mi permettono solo di alzare leggermente il capo ed intravedere la parte alta della finestra.

  • Gaspare Tranchina (Italia), Zzzzz
    Dal muro trapassa il respiro di Dionisio. Appena poggio la testa sul cuscino lo sento come amplificato nelle mie orecchie, il mio cranio viene colonizzato dai suoi sibili lenti, dal suo inconfondibile ansimare. Non riesco a dormire. Il suo respiro sembra non voler uscire più,...

  • Diego Rossi (Italia), Parigi Roma, solo andata
    Mi piace pensare di essere poco attaccato alle cose, e credere di saperci rinunciare facilmente. Il destino è una parola troppo fragile per mascherare la debolezza della volontà. Accetto la mia debolezza e basta. Spesso ho l'impressione di sentirmi fuori posto. Sono uno scrittore, un disagiato...

  • Federico Tassi (Italia), Sentenza
    Si guardò la mano tremante, la sigaretta pendeva tra indice e medio in un modo indeciso e sospeso, ogni cosa era così precaria, adesso. Il fumo contorto non gli avrebbe dato risposta, eppure continuò a seguire gli arabeschi che salivano nell’aria, opere di un dio vizioso che pugnala alle spalle...

  • Giovanni Bogani (Italia), Almeno un gol
    La faccia, una faccia da operaio che torna. Come se dentro gli occhi avesse macchie di vernice. Una di quelle facce che vedi nei bar, alle sei di pomeriggio, cinquantenni soli, di fronte a un videogame. Alghe di capelli sopra gli occhi scuri, macchiati di vernice...

  • Ezio Dadone (Italia), Caos
    La morte è il sale gettato sulle ferite della vita. Ma un sale così corrosivo e così dolorifico da lacerare la carne anche nel ben augurato caso in cui, e di quest'eventualità non mi è mai giunta notizia, per tutta la vita non ci sia stata l'ombra di una ferita...

- H o m e P a g e -

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