Siamo tutti televisioni (ovvero: perché tanta gente è attenta a Periscope)

Periscope In 140 caratteri: «Periscope è un’app nuova, è ancora troppo presto perché la gente ne comprenda la grammatica e il linguaggio espressivo»
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Mi tocca iniziare con un disclaimer. Io resto uno di quegli uomini vintage che preferiscono il testo ai video e che -più passano gli anni- più si trova a suo agio con la necessità di sintesi dei 140 caratteri di Twitter che non con la scrittura dei libri.

Il secondo disclaimer è che ho installato Periscope, ma non ho praticamente mai usato l’app. Il succo è semplice: Periscope ti consente di trasmettere in diretta, ai tuoi follower, ciò che il telefonino riprende. Una sorta di incrocio magico tra Twitter e le televisioni.

Nonostante non l’abbia mai usata davvero, so che a volte si capisce più leggendo in giro che non vedendo da soli. Per questo, forse, ho un po’ di punti chiari in testa, che non mi fanno distrarre, invitandomi a concentrarmi sulla qualità dei contenuti.
Che a me personalmente pare fuorviante. Non è un metro di giudizio. Lo stesso Twitter, quando è nato, non si era ancora evoluto con l’intelligenza degli utenti. Si parlava in terza persona e si scrivevano cose tipo «faccio colazione».
Tra noi, scherzando, lo chiamavamo (era tipo il 2007) «il social network in cui si sta in mutande».

La questione dei contenuti è un finto problema
Messa così potrebbe portarci fuori strada. L’app è nuova, è ancora troppo presto perché la gente ne comprenda la grammatica e il linguaggio espressivo. Ed è presto per pretendere che vengano fuori i primi casi eccellenti di utilizzo.
Io credo che arriveranno.

Nell’ultimo aggiornamento, come notava D.B. Hebbard su Talking New Media qualche giorno fa, Periscope ha cominciato a lavorare sul problema vero. Che è il matchmaking, ovvero far incontrare una cosa che interessa con chi è interessato. E che non è la qualità assoluta dei contenuti (per tutti quello che fanno le persone a noi care é rilevante, ma per un estraneo se trasmetto in diretta un video di una cena magari no).
Per questo in rete si seguono le persone e non più le testate o gli editori. Ma il matchmaking è IL problema per chiunque produca contenuti.

Ma D.B. dice una cosa importante: «Gli sviluppatori, e gli utenti, stanno cominciando a capire che è necessario costruirsi “prima” un’audience e poi iniziare a trasmettere».
Il pezzo si intitola: Twitter continues to tweak Periscope, attempting to make content more relevant to users

Il 2007 di Twitter è il 2015 di Periscope
Più di qualcuno si preoccupa delle questioni legate ai diritti (potenzialmente con Periscope chiunque può trasmettere in diretta qualsiasi evento), ma io non mi appassiono al tema. Era abbastanza inevitabile che dopo aver disintermediato il testo, si disintermediasse anche la diretta video.
Per la categoria «io ti dico la mia, ma vedi anche le opinioni degli altri», ecco un bel link di Claudio: Periscope, tutte le meraviglie del live-broadcasting. E tre problemi

Usi possibili
Considerando che l’unico modo di stare in rete -oggi- è produrre continuamente contenuti, immagino che Periscope possa essere uno strumento potentissimo per chiunque lavori sulla cultura. Dai PR agli editori, passando per le aziende (che dopo aver digerito il mantra «Siamo tutti editori» devono mettersi a imparare il «siamo tutti televisioni»).
Toccherà capire come utilizzare la platform quando avremo qualcosa da comunicare in diretta.

Poi, immagino, i giornalisti potranno esercitarsi a creare un nuovo modo di raccontare le loro storie.

Ma in termini generali suppongo che chiunque possa essere interessato a uno strumento che gli consente di fare -a costo tendente a zero- la diretta di qualcosa che vuole comunicare (una presentazione di un libro, una degustazione di vino, una conferenza stampa, un convegno, un concerto).
Rimane il fatto che per valutare Periscope (e per determinarne successo o insuccesso) servono due condizioni: gli utenti devono comprenderne grammatica e linguaggio espressivo. E gli sviluppatori devono risolvere il problema del dare contenuto rilevante ai loro utenti.
Come lettura a margine: Pressing Pause on the New Streaming Platforms

Un mazzolino di link per capire di cosa parliamo
Se non sai cosa sia Periscope:
* Gesù is live on Periscope
* 10 tipi di persone che troverete su Periscope
* 5 Quick Tips for Using Periscope, Twitter’s New Live Video Streaming App

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