Se vuoi battere Amazon, fai meglio di Amazon

amazon_hachette In 140 caratteri: Il problema degli editori è che la libreria ideale, oggi, assomiglia molto ad Amazon. E Amazon è già Amazon Tweet this!

Il tema è molto complesso, troppo per cercare di tirare le fila in un solo post. Se un minimo ti interessi di editoria (o di industria culturale), avrai sicuramente letto della telenovela che sta appassionando (in senso lato) editori, scrittori e qualche lettore.
Il titolo potrebbe essere Amazon versus Hachette. Detto che Hachette è uno degli editori più importanti degli Stati Uniti, se non ti piace il mio, di titolo, sicuramente quello di Massimo è irriverente, provocatorio e un po’ giocoso. ma si candida al premio per The Best Headline of the Week: Asilo Nido Statale Amazon-Hachette

Massimo si concentra sull’invito a scrivere una mail al CEO di Hachette, quindi può interessarti la risposta che -chi lo ha fatto- ha avuto: Hachette CEO’s Response to Amazon Advocate Emails: Why We Price Books the Way We Do

Come spesso facciamo in questi casi, ti segnalo delle cose da leggere. Poi -se hai voglia- unisci tu i puntini. Io cerco di dare per scontato che tu conosca la notizia e abbia voglia di studiarti i link, per metterti sulle spalle dei giganti.

La telenovela all’amatriciana
Un po’ di link in italiano per vedere come la storia è stata raccontata qui da noi. Il blog di Minimum Fax riporta la lettera che molti autori hanno scritto ad Amazon (Mille scrittori contro Amazon – ecco la lettera aperta pubblicata stamattina sul “New York Times”) e la risposta di Amazon.

Poi come accade molte volte, ed è la vecchia storia del dito e la luna, ci si concentra sulla questione della citazione di Orwell che ha interessato anche il New York Times.

La filosofia dei prezzi
Però il problema è altrove. Gran parte della disputa tra Amazon e i grandi editori riguarda il prezzo degli ebook. Si sono scritti fiumi di pagine (alcune le vedremo) ma prima di tutto ti suggerisco di leggere questo post di Seth Godin sulla logica dei prezzi. Una volta tanto Seth scrive lungo (e si scusa: «So che potresti giocare ad Angry Birds invece di leggere questo lungo pezzo») ma fornisce un’analisi molto interessante.

Io non so quanto condivido le conclusioni sul libro («Prendiamo atto del fatto che i libri ormai sono un bene di lusso»), ma ci rifletterò. Di sicuro è vero che «nel mercato delle commodity i prezzi tendono a scendere, e nel digitale tendono a zero».
Ma fatti un’idea tua, il ragionamento è molto più strutturato: Understanding substitutes

Sempre cercando punti di vista alternativi sulla visione dei prezzi dei libri, tra tutti coloro che hanno preso posizione, Jeremy Greenfield fa un bel roundup. Tra gli altri cita (pur non condividendola) la teoria di Barry Eisler secondo cui in un mercato con prezzi più bassi anche gli autori guadagnano di più, perchè il mercato cresce.
Anche qui, regalati il tempo di approfondire: Why Do Some Self-Published Authors Care How Hachette Prices Its Books?

Se vuoi battere Amazon, fai meglio di Amazon
Se vuoi ampliare il tuo punto di vista, c’è un post interessante di Passive Guy (Unpacking Amazon’s propaganda) e una rassegna di Chris Meadows.

Chris, in un passaggio che commenta l’opinione di Porter Anderson, dice quello che credo di pensare io: «Il problema degli editori è che la libreria ideale, oggi, assomiglia molto ad Amazon. E tu non puoi pensare di battere Amazon facendo Amazon perché Amazon è già Amazon».
Ma studia, link inclusi: Amazon’s e-book position ‘weak’ but customer focus too strong for disruption.

Però se vuoi sapere quali sono le due letture che ti consiglio io, sono queste. La prima riguarda l’importanza della distribuzione nel mondo di oggi.
Prima di leggerla, rifletti sul fatto che gli editori per anni hanno fatto gli snob e hanno considerato l’innovazione come tecnicaglia da nerd.
Poi si sono svegliati e la distribuzione nel frattempo l’avevano presidiata altre aziende (che, guarda caso, venivano dalla tecnologia: Amazon, Apple, Google).
Il titolo è: Distribution Is King.

E poi, un pezzo di Aaron Presman il cui titolo la dice tutta da solo: The best thing for books is more power to Amazon

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