Rincorse

Gaspar e altri chiedono giustamente un resoconto del convegno di venerdi scorso alla Federazione della Stampa. Mantellini, che ha partecipato vestito con una camicia alla Zeb Macahan, ne ha parlato qui e qui.

Io aggiungerei che ho notato una singolare coincidenza di visione: tutti d’accordo sul fatto che ci sia molto da cambiare e molto da adeguarci al cambiamento. Tutti d’accordo che in Italia siamo quasi all’età della Pietra. Belli gli interventi di Pratellesi e di Carlo Sorrentino, lo stesso Mantellini ha perorato ispirato.

A quanto pare, dunque, il modello da seguire sarebbe quello inglese (dal Guardian alla BBC) e c’è molto da innovare. Ma convincere una organizzazione è diverso dal sommare convinzioni di singoli. Quindi, culturalmente ci siamo (almeno tra i convenuti), e mi sembra una buona cosa. Resta da aspettare che qualcuno si muova nei piani alti delle News Corporation, ma senza fretta da parte del pubblico. In un regime di informazione diffusa il ritardo di una o dell’altra testata resta quello che è: una testata che rimane indietro (e sono fatti loro, alla fine). :)

Gaspar pone però anche un’altra questione importante:

Per preparare questo convegno non è stato approntato un blog, e neanche un wiki su cui leggere in anteprima il testo degli interventi. Non è disponibile il video o l’audio dal vivo, e dubito ci sarà un podcast dopo. Ma sono fiducioso sul fatto che qualcuno dei blogger presenti ci posterà un resoconto.

Il che, appunto, è il problema del giornalismo professionale fra blog, aggregatori e industria dei contenuti…

Io, personalmente, andrei anche oltre. La formula convegno non mi convince più. In dieci minuti nessun relatore può affrontare un problema (specie con la complessità di questi temi) e si finisce sempre per non avere il tempo di mettere il pubblico a suo agio per intervenire e discutere.

A Firenze, l’anno scorso, testammo una formula diversa. Salottino, pubblico a semicerchio e due ore per ogni interlocutore. Ne venivano fuori dialoghi serrati e punti di vista ben inquadrati da differenti prospettive e con buona profondità. A me sembrava più appagante e, credo, alla fine si usciva con la sensazione di aver davvero fatto incontrare relatore e pubblico. E, in genere, dopo le due ore bisognava far sgomberare con la forza sia l’uno sia gli altri. Potrebbe essere un’idea per gli incontri futuri… :)

update: al convegno non c’era, ma noto ora che anche Zetavù dice la sua: Com’è all’antica questo blogger-columnist

ri-update: c’è anche la cronaca del dottor Sofi: Un nuovo lettore si aggira per il web

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