Riarredare il Titanic

Che la carta stia esaurendo le sue energie nella nostra cultura è ormai qualcosa che si può accettare più o meno con senso della Storia.
I quotidiani hanno sempre meno diffusione (è di questi giorni la notizia che Público chiude l’edizione su carta mentre nelle testate illuminate si cerca la via migliore al digital first). E anche i libri fisici non sono in formissima.

Per quanto possiamo esserci affezionati, carta oggi significa, per ragioni industriali, debiti e ristrutturazioni. Segnali evidenti di un modello che non è più efficace e concorrenziale nella modernità che stiamo vivendo.
Ma sono tempi interessanti, perché nei momenti di forte transizione si aprono spazi nuovi e -per definizione- si trovano modi nuovi di fare le cose.

«Cosa deve fare la “vecchia carta” per salvarsi?», si chiede Jordan Kurzweil. La risposta è efficace: «deve smettere di pensare che si possono sistemare le cose semplicemente con un nuovo arredamento del Titanic». Che tanto affonda comunque.

Kurzweil dà poi consigli di buon senso: il primo è «guardare in faccia la realtà». Il secondo è quello di «pensare come una startup». Ma i suggerimenti sono 9 e valgono tutti una riflessione.

TechCrunch: Print is Dead! Long Live Print?

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