Quattro argomenti contro. E uno forse a favore.

È molto interessante il dibattito che si sta costruendo intorno al ruolo della rete nella prima giornata di votazione per il Presidente della Repubblica.

Io ne ho scritto qui ieri (Chi ha paura di Twitter?) e Massimo -tra gli altri che ne hanno parlato- ha postato poi Tre argomenti contro. Da leggere.

Il quarto argomento contro è un lungo post di Fabio che si intitola Twitter, il Colle e i tecnoschiavi. Merita il tempo dell’approfondimento.

Io credo che si possa aggiungere qualcosa. Tra le tante sensate interpretazioni che possiamo dare di quanto accaduto, ce n’è una che non comprende la «quantità» di gente che usa Twitter e la rete in generale. E che non riguarda né i numeri né il fatto che la politica davvero ascolti.

Quello che a me è sembrato -e magari sbaglio- è che Twitter abbia fatto emergere un dissenso della base del PD -ma anche di suoi esponenti di un certo rilievo, come nel tweet della foto.

Questo dissenso si è trasformato in una call to action, come l’occupazione delle sedi del Pd. E si è trasformato in un segnale forte che è arrivato ben chiaro dentro l’aula, tra dissenso di insider, giornalisti e voci ascoltate.

Ora a me continua a piacere la similitudine di Luca sul tifo e sullo stadio. Secondo me il tifo si è sentito e ha esercitato -almeno su molti del Pd che hanno scelto di seguire la coscienza- una sorta di moral suasion. Si sono sentiti i fischi del pubblico.

Ora, c’è un tema spesso implicito, quando si parla di queste cose, su cui spesso ci avvitiamo. Il tifo allo stadio non determina il risultato. Ma abilita degli effetti (incoraggiamento o tensione, ad esempio). Condiziona la squadra. O meglio, può condizionare la squadra.

Allo stesso modo, certe tecnologie non determinano nulla. Abilitano.

Twitter non è stato importante perché si è sentita la folla. È stato importante perché ha fatto guardare fuori chi stava dentro.
E senza i social media, forse, quella moral suasion non ci sarebbe stata. Perché all’interno dell’aula in molti non avrebbero sentito il polso delle voci cui guardano per regolarsi.

Voci che non sono quelle dei cittadini che la politica non ascolta, o ascolta a spruzzo. Ma sono, piuttosto, le voci che la politica ascolta per capire che aria tira. E che possono -in momenti di crisi- indurla a prendere decisioni.

Ma infine, hai quattro ragioni contro e una forse a favore. Decidi tu che idea farti.

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