Perché le cose cambiano

La nostra lingua, in questi tempi veloci, fa fatica ad aggiornarsi e a coniare le parole nuove che servono a descrivere il modo in cui la nostra cultura cambia.
Una di queste parole è disruption, che in italiano potremmo tradurre con «disfacimento», o «disgregazione». Ma si tratta di una traduzione letterale che -pur non perdendo l’effetto evocativo- non descrive il senso con cui il termine è usato nel lessico moderno.
La disruption, nell’era del digitale, è quella forza che impatta contro i paradigmi del mondo analogico (quello del XX secolo) e li sostituisce con regole aggiornate alla contemporaneità.

Disruption è quanto sta accadendo ai giornali, alla musica, all’editoria. A tutta l’industria culturale ma anche (in maniera meno evidente, per ora) all’intero modo in cui la nostra cultura funziona.

Così per riallacciarci al tema di questi giorni, parlando sempre del rapporto sullo stato dell’informazione americana (e del futuro dei giornali), Robert Niles propone una descrizione chirurgica ed efficace di quanto sta accadendo.
«Ovunque ci siano alte barriere di accesso», dice Niles, « ovvero costi, attrezzature e qualsiasi altra cosa che impedisce alla gente di produrre e distribuire contenuto, c’è un’industria pronta per la disruption. Ovunque qualcuno sta facendo denaro controllando l’accesso all’informazione e provando a venderla, c’è un luogo in cui la gente perderà posti di lavoro nel prossimo futuro».

Il consiglio di Niles è saggio ed è l’unico possibile: «se vuoi sopravvivere, anticipa la distruption». Il titolo, non a caso, non lesina chiarezza: Turn news industry disruptions to your advantage.

Se poi ti appassioni al tema e vuoi capire meglio come funziona il processo di distruption, puoi dedicare qualche minuto a un bel pezzo di Horace Dediu, che vale la pena: What is disruption and how can it be harnessed?.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

One Response to Perché le cose cambiano

  1. Pingback: Come non diventare un dinosauro. Innovare e non restare travolti dall’innovazione » Giuseppe Granieri

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>