Perché i MOOC potrebbero rendere obsolete le Università

moocIn 140 caratteri: A quanto pare, online si impara meglio che in aula Tweet this!

Dei MOOC avevamo parlato diverse volte, ad esempio qui o in un lungo pezzo sull’Espresso di carta.

Se non hai voglia di cliccare sui link, i MOOC (in due parole) sono corsi di livello universitario, fatti online. Spesso su piattaforme (come Coursera o EdX) gestite da giganti come MIT, Harvard eccetera.
E sono gratis.

Contro il luogo comune. Non si impara meglio in classe.
L’Economist pubblica oggi un pezzo assai interessante. Racconta di una ricerca che parrebbe sostenere che l’apprendimento nei MOOC porta a un livello di risultato leggermente superiore rispetto all’educazione tradizionale.
È controintuitivo, ma si comincia a sospettare che gli studenti online abbiano risultati migliori rispetto a quelli che frequentano i corsi tradizionali, nonostante questi ultimi abbiano il vantaggio di fare 4 ore a settimana di lezione in presenza, con il docente.

Il finto punto critico.
Il dibattito sui MOOC e su come possano impattare sui nostri modelli educativi è assai intenso. Ma proprio la mancanza di rapporto in presenza con il docente era uno dei principali argomenti dei detrattori.

Ed è importante far caso al fatto che, come nota lo stesso Economist, la tecnologia alla base dei MOOC è ancora nella sua prima infanzia. E che «nel giro di soli 5 anni queste piattaforme saranno molto più potenti e assai diverse da come sono ora».

Certo, la possibilità di studiare con i docenti delle migliori università invece che con quelli che abbiamo vicino casa è -di per sé- una bella opportunità. E il fatto di poterlo fare gratis è straordinario, anche se poi alla fine non è chiaro quale possa essere il modello di business che renda il tutto sostenibile.

Tutti quelli che io conosco e che hanno seguito dei corsi in MOOC sembrano assai contenti. Ma fatti la tua idea, il titolo dell’Economist è forte: MOOCs: Know your enemy

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