Maschietti, femminucce e luoghi comuni

Tempo fa Luca Chittaro ha scritto uno dei suoi interessantissimi post, in cui si citava la facilità di cadere nel gender stereotyping utilizzando la comunicazione mediata dal computer. Si tratta, in larga parte, di un fattore culturale che ci portiamo dietro ma che diventa man mano più interessante via via che le neuroscienze ci aiutano a superare le nostre interpretazioni intuitive. Ma anche la biologia evoluzionista produce spesso ipotesi affascinanti.
Conosciamo pochissimo il nostro cervello e il modo in cui funziona, tuttavia -tra prove ed errori- stiamo aggiungendo ogni giorno nuove conoscenze che ci portano a leggere le cose in una luce diversa. E, seppure in assenza ancora di grandi certezze, è affascinante vedere come -goccia dopo goccia- cambia la descrizione in cui noi umani ci riconosciamo come tali e ci spieghiamo i nostri comportamenti.

Ci ripensavo leggendo stamattina due articoli curiosi che mi appunto qui per non perderne traccia e che in qualche modo hanno a che fare con questi stereotipi. Il primo è una stroncatura del libro The Male Brain, in cui David Di Salvo sostiene che l’autrice ha utilizzato il noto metodo scientifico «Collega i puntini con una linea» e che il risultato è un libro di Scientainement destinato a rafforzare pregiudizi e luoghi comuni. Il pezzo si intitola: “The Male Brain”, or How to Write a Pop Science Book without Evidence.

Il secondo è un lungo articolo dell’Economist in cui si riporta una teoria molto particolare: le donne, in una società sana (in cui la mortalità infantile è bassa) tendono a trovare più attraenti gli uomini dai tratti effeminati. Al contrario, in una società in cui il rischio di mancata riproduzione è alto, tendono a preferire il macho e la poligamia è più diffusa. E’ chiaro che banalizzo molto, ma la fonte è a tua disposizione: The battle of the sexes: face off.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>