Mario Calabresi: «I giornali sono più importanti di quanto i giornalisti pensino: plasmano il senso di una città.»

mario calabresi In 140 caratteri: «Un giornale deve restare fedele al suo DNA: informazione di qualità, che però non deve morire solo sulla carta»
Tweet this!

#TheMakingOfaNewBook #6. Conversazioni precedenti: Federico BadaloniRichard Nash. (Se non vuoi perdere le successive, Iscriviti).

Mario Calabresi. Bio | La Stampa

Mario, tra le tante cose, è direttore de La Stampa. È difficile per me riassumere la conversazione, perché non è nata da vere domande e risposte, quanto da un suo ragionamento generale e complessivo.
La organizzo per temi, basandomi soprattutto sulle cose che interessano me (e i lettori di questo blog). E sperando che la mia sintesi sia all’altezza.

L’informazione, oggi
«Per prima cosa dobbiamo ammettere che Internet sta cambiando molto il modo in cui lavoriamo. Da un lato la platea aumenta enormemente, ha rotto i confini territoriali e nazionali. La Stampa, su carta, aveva due terzi di lettori nel nord-ovest.
Nel digitale oggi Torino è diventata la terza città per lettori.
Ci sono infinite possibilità di fusione, ma la rete ha moltiplicato le voci, ha accresciuto il rumore di fondo, ha generato sovrapposizioni.

Internet ha sgretolato un modello con cui informazione coincideva con i giornali, facendo sviluppare forme di informazione migliori come peggiori. Ci sono casi di eccellenza, specie in realtà diverse dall’occidente come la Siria.

Io non credo che il citizen journalism sostituisca il giornalismo professionale, ma dobbiamo prendere atto del fatto che ormai ci sono molti prodotti di informazione che non nascono col business model tradizionale ma fanno il loro lavoro in modo egregio, quando permettono approfondimenti, qualità».

Il futuro dei giornali
«Il modello digitale», dice, «può crescere nel prossimo futuro. Domani continueremo a crescere sull’online, in certa misura, ma dipende dalle capacità che avremo di farlo. Non si replicherà il vecchio schema basato sulla pubblicità tabellare, sui classified e sulle altre cose cui siamo abituati.

L’unico modo di garantire un futuro sarà moltplicare le fonti di ricavi. Usare insieme la carta, il digitale, gli abbonamenti. Sfruttare la diffusione dei tablet. Se vuoi sopravvivere dovrai essere capace di di utilizzare il valore dell’informazione che hai,in diversi contesti: educational, convegni, eventi, dibatti, eccetera. L’informazione diventa fonte di possibili ricavi in tutti i modi in cui saprai utilizzarla.

Dovrai moltiplicare le occasioni. Un giornale non deve fare nuovi mestieri, deve restare fedele al suo DNA. Deve produrre informazione di qualità, che però non deve morire solo sulla carta. Può essere monetizzata in altri modi, senza perderne il valore».

Un giornale e la sua città
Poi c’è un punto sui abbiamo discusso spesso con tanti amici, da Mario a Lucia, da Sara a Carlo. È un mio vecchio pallino: la convinzione che un giornale locale (anche quando è contemporaneamente un importante quotidiano nazionale), abbia una grande importanza nel modo in cui una comunità si percepisce.

Così forse la frase di Mario che più mi ha colpito è questa: «i giornali sono più importanti di quanto i giornalisti pensino, nel plasmare il senso di una città. I giornalisti devono sentire questa responsabilità».
E, sintetizzo quello che il Direttore ha detto in modo più articolato: i giornalisti devono farlo capendo ciò che è importante per il cittadino, non ciò che per routine spesso un professionista dell’informazione crede sia importante.

«Un giornalista», mi ha detto, «deve essere capace di raccontare la comunità assumendo il punto di vista del cittadino. e qui non è detto che sia importante ciò che accade alla comunità politica, o alle fondazioni bancarie. Molto spesso alla comunità interessano la visione e le cose che contano per il quotidianoi: anche i vigili, gli autovelox, e le cose che entrano nella giornata di chi vive la città».

Questa voce è stata pubblicata in Digital literacy, Future, Journalism, Publishing. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

I commenti sono stati chiusi.