Mappe e mappine

Non sono intervenuto nella
discussione sulla mappa della blogosfera italiana pubblicata da Nòva (che continua ancora) perchè fondamentalmente, mi pare, dal 2003 ci siamo resi conto che le mappe (in quanto fotografie di stock di un universo di flussi) nulla dicevano di nuovo (se non, a livelli diversi, per i fisici teorici).
Inoltre, in un mondo conversazionale, le mappe fotografano gli interlocutori quando invece ci interesserebbe misurare ciò che dicono e l’effetto che fa. E già all’epoca ci giocavamo usando dei tool di visualizzazione che si basavano sul dataset di Google (meno parziale e più personalizzabile di quello visto settimane fa).

In ogni caso, per chi si fosse appassionato alla querelle, segnalo il lavoro di Matthew (qui e qui) che è interessante. Non fosse altro che per la concettualizzazione che l’autore fa quando indica che “il centro iperconnesso è la comunità socio/politica della Rete”, quella che io chiamo “mente sociale” e che è il punto in cui più frequentemente questo medium -per primo nella storia- discute su se stesso e sulla forma da darsi. :)

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