L’innovazione e quella che i vecchi considerano la «fortuna del principiante»

innovazioneIn 140 caratteri: «Alla gente non piace il cambiamento, alla gente piace il cambiamento che le fa comodo»
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A poker spesso i giocatori esperti, quando perdono, guardano di sottecchi l’avversario e pensano «La fortuna del principiante».

Ma i principianti non c’entrano. È lo sguardo dello straniero, che porta un’altra visione.

È la creatività che funziona così. Chi si occupa di innovazione conosce bene quello sguardo. È lo sguardo che di solito ottiene chi non si fa condizionare dalle vecchie categorie interpretative.
Quello di chi non si fa condizionare da ciò che funzionava prima, in un mondo che cambia. È lo stesso sguardo che i dirigenti di Kodak devono aver riservato al coraggioso che in una qualche riunione deve aver detto loro: «Hey, guardate che tra qualche anno tutti i telefoni cellulari avranno una fotocamera integrata».
Non so se è mai successo, ma se è successo i fatti dicono che Kodak è fallita. E io spero che quel coraggioso, invece, stia lavorando ancora.

Se conosci troppo bene l’industria in cui lavori, non la capirai mai
Ecco, a volte trovi dei post che in un paragrafo dicono quello che tu hai sempre pensato. Ma lo dicono meglio.

«La mia teoria è questa», scrive Nils Sköld, «quando conosci tutto del settore in cui lavori, smetti di capire cosa è buono per il lavoro che fai. L’unica cosa che conosci sono le regole e i confini che chi lavora in quel settore ha stabilito per evitare il cambiamento.
È la natura umana. Alla gente non piace il cambiamento, alla gente piace il cambiamento che le fa comodo. Così alla fine tu segui le regole e impari qualcosa. Hai 50 anni, vesti bene e detti le regole che vuoi. Ma non stai cambiando l’industria in cui lavori, è l’industria che sta cambiando te».
Leggilo tutto, titolo e occhiello ti segnano la pista: Experience Slows You Down. You don’t change an industry you know all about.
(image, credits)

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