Le regole del traffico

Ma allora, forse, siamo veramente “tutti sulla stessa barca”? Ma allora, forse, veramente aprire i propri contenuti alla rete – sia nel senso che i pezzi del giornale siano leggibili e linkabili gratuitamente, sia nel senso di non temere di linkare i “concorrenti” – risulta in un vantaggio?

[Mario Tedeschini Lalli]

Mario riporta la notizia: un terzo del traffico del sito del Washington Post è generato dai blog (a sua volta il giornale, notoriamente, linka i blog che citano l’argomento). Non è strano: per le notizie come per le grandi repository (tipo YouTube o Flickr) i blog sono la principale forma di distribuzione della Rete. E, come dimostrano i dati del Washington Post, la comprensione della grammatica del network rende più di un utilizzo televisivo dei giornali online, con taglio sul basso.

A margine: sulla questione del taglio basso, anche Sandro crede di riconoscere le cause dell’anomalia italiana nelle specificità della storia del giornalismo patrio. In particolare, temo, tocca far riferimento all’assenza di una tradizione di yellow press e ad un mercato pubblicitario che, a differenza di altri paesi, premia totalmente o quasi le Tv e solo relativamente la stampa periodica.

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