La città, principale piattaforma di innovazione

citta «L’innovazione», scrive Greg Satell su Forbes, «prima di ogni altra cosa è resa possibile dalla collaborazione».
Il luogo comune, ci racconta Greg, è credere che la capacità di innovare sia un dono, o un’illuminazione. «La verità, invece», spiega, «è che la spinta innovativa spesso viene da alleanze improvvise, da collisioni casuali e repentini cambi di direzione. Le idee si mescolano e si ricombinano, riemergono e alla fine le migliori sopravvivono».

Qualche settimana fa a Udine (al Friuli Future Forum), parlando di Smart City con Riccardo Luna e altri, avevamo fatto un discorso simile. La mia idea era che l’esposizione alla diversità e l’aumento delle circolazione delle idee fosse un grandissimo driver. Soprattutto per le piccole città, come mi era già capitato di scrivere.
E come, nel suo piccolo, dimostra l’esperienza di Potenza Smart: partita dal basso, cresciuta con le idee dei cittadini, il contributo dei direttori dei giornali locali e dell’Amministrazione Comunale.

Ma l’articolo di Greg merita di essere letto e di essere sedimentato per un po’. Può interessare sicuramente gente come Sergio, Giorgio, Luca, Michele, o altri che se ne occupano da anni.
Ma è anche una riflessione di base per i giornalisti che lavorano sul territorio, perché possano affinare il loro racconto delle città in modo da contribuire ad avviare un circolo virtuoso.
E, soprattutto, può essere utile ai politici locali (qui da noi in campagna elettorale) per costruire riflessioni un po’ più strutturate sull’idea di futuro che all’elettorato, di solito, manca o che è appoggiata sul classico lessico da XX secolo.
Il titolo è: Why Cities Are Our Most Important Innovation Platform

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