La veridica historia del giornalismo scientifico e del batterio extraterrestre

C’è tutto un filone letterario che ricercatori e scienziati alimentano quotidianamente, facendo debunking al pressapochismo del giornalismo scientifico da comunicato stampa. Che è poi quello che arriva alla grande massa, con effetti spesso divertenti. Come quando ci avvisano che Facebook fa ingrassare o che Internet ci rende stupidi.

A volte si toccano vette importanti nel redesign di sintassi e informazioni, come in questo pezzo di oggi sul Corriere, che ha qualche perla: «Nelle ragazze infatti c’era chi qualche sigaretta la fumava, ma, soprattutto, anche se non abusavano di alcol ed erano meno depresse, in molte aumentavano l’aggressività e i comportamenti da “maschiaccio” come fare a botte o addirittura portarsi dietro un coltello da difesa anche in classe».

Più spesso, invece, si segue lo schema di questa infografica, che descrive il «ciclo delle science-news». Ed è questo lo strano caso del batterio che vive nell’arsenico e che è «la dimostrazione che la vita potrebbe esistere anche in pianeti “impossibili”, come Venere o Giove», tanto per citare un articolo.

Anche qui, dopo l’annuncio ne hanno parlato prima i giornali stranieri poi -come da prassi, dopo qualche giorno- quelli italiani. Seed Magazine ricostruisce la vicenda con un occhiello che racconta tutto: «una forma di vita esotica che ci dice più sul giornalismo scientifico che sull’astrobiologia».

Seed Magazine, Death for Arsenic-Based Life?.

Questa voce è stata pubblicata in Digital literacy, Journalism. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

One Response to La veridica historia del giornalismo scientifico e del batterio extraterrestre

  1. Pingback: La fine di Facebook e l’anno del debunking » Giuseppe Granieri

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>