La sopravvivenza dei giornali

Uno dei momenti più interessanti dell’anno, se ti appassioni al mondo moderno e a come funziona, è l’uscita del rapporto sullo «stato dell’informazione americana».

Così oggi c’è abbastanza materiale utile da leggere. «Per i giornali», scrive il New York Times, «è una questione di sopravvivenza. Un numero crescente di addetti ai lavori predice che entro 5 anni molti giornali offriranno una versione di carta solo la domenica». Il pezzo si intitola: News, the Good and the Bad.

Ma a dominare le headline che accompagnano l’uscita del rapporto è -soprattutto- la crescente importanza dei social media nel ciclo delle news. PBS titola Facebook, Twitter Not Dominating News Landscape Just Yet e anche PaidContent fa un annuncio prudente: Twitter, Facebook Aren’t Moving As Much News As You Think.

Certo, è anche vero che la lettura dei dati spesso dipende da quello che nei dati cerchi di osservare. Così è interessante vedere l’opinione di Poynter, che secondo me coglie un punto davvero sensibile, in grado di descrivere non tanto il funzionamento dei giornali quanto il modo in cui ci informiamo: Facebook users get news from family & friends, Twitter users get news from journalists.

Infine un altro titolo che racchiude tutto il rapporto, sempre dai signori di Poynter: State of the News Media 2012 shows audience growth for all platforms but newspapers.

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