Istruzioni per sfruttare i «micro-momenti» del Mobile

mobile moments In 140 caratteri: «I micro-moments e l’attenzione sul Mobile» Tweet this!

Alcuni dati, en passant, che sono diventati probabilmente già vecchi perché sono di diversi mesi fa. Ma che servono -forse- a dare un’impressione generale e introduttiva.
Non prenderli alla lettera (io stesso non mi prendo la briga di superare i miei appunti e andarmi a ricercare la fonte).
Sono solo un sintomo di una tendenza che, come dice Joe Wickert, non è destinata a invertirsi.

Il mobile a volo d’angelo
Il primo aspetto è quello dei giornali e di come produrre informazioni con strutture diverse, destinate alle modalità di attenzione che lo strumento cambia, rispetto al Web e alla carta. Qui il mantra è decisamente cercare di sfruttare un approccio che sembra sempre standard.

Dice Joe, ribadendo cose note ai più, che consultiamo in media la smartphone 150 volte al giorno, con una media di utilizzo di un minuto per volta. Ma spesso il tempo è inferiore, o leggermente superiore, dato che si tratta di una media.

Ma sul versante delle news forse non abbiamo ancora trovato un modo efficace (oltre ai newsfeed di Twitter e Facebook) per la distribuzione. E soprattutto non abbiamo ancora imparato bene a progettare i testi (intensi in senso ampio, come video, immagini ecc.) per questo tipo di modalità in rapidissima evoluzione.

L’esempio pratico del Turismo, o della scelta di acquisto
Secondo uno studio recente, quando è in viaggio, il 94% degli utenti “mobile” ricerca informazioni sul territorio locale e usa i dispositivi portatili per scegliere dove mangiare

Poi conta molta l’importanza del fattore “esperienza” come condizione determinante nella scelta delle mete e del cosa fare da parte dei viaggiatori.
Il turista di oggi -in fondo- non è più interessato all’acquisto di pacchetti vacanze ben definiti, ma vuole essere ispirato, sorpreso ed incuriosito.

Inutile dire che questa logica si applica, con qualche correzione, ai business locali e alla scelta di prodotto di consumo.

Ragionare per «micro-momenti»
Non fidarti della mia sintesi, ma sfrutta -come al solito su questo blog- i link di approfondimento.

Joe fa un quadro analitico (e in parte operativo) con dati più interessanti e precisi: Maximizing mobile micro-moments.

E soprattutto segnala qualcosa che magari a qualcuno di noi è sfuggita, ma che vale la pena studiare. I consigli di Google: Micro-Moments: Your Guide to Winning the Shift to Mobile (PDF).

Come link bonus, una lettura che c’entra solo lateralmente, ma che pure riguarda la nostra necessità di adattarci a un ecosistema dell’informazione (e dell’attenzione) che evolve spesso più veloce di noi: The answer to a world where attention is the key constraint isn’t Big Media – it’s the Influencer Curator

Questa voce è stata pubblicata in Business, Digital literacy, Education, Journalism, Publishing, Storytelling, Writing. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

I commenti sono stati chiusi.