Il tema della città e della narrazione della città

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In 140 caratteri: «Viviamo il racconto della città. E la comunità ha voglia di partecipare a questa narrazione
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«Noi», scrivevo qualche giorno fa sul Quotidiano della Basilicata, «non abitiamo la città, abitiamo il racconto della città. Un racconto di cui noi stessi, per primi, siamo coautori».

È un tema, quello del racconto delle piccole comunità, di cui da anni discutiamo con diversi amici. Da Sergio a Luca, da Carlo a Giovanni, a Giorgio.

Ed è un approccio molto meno astratto di quello che sembra, perché assomiglia a una classica «profezia che si autoadempie». È come quando ci sentiamo brutti e ci aspettiamo che tutti ci trattino da brutti. Finiamo per comportarci da brutti.
Alle piccole comunità succede lo stesso. Se manca la fiducia, l’autostima, se ci si racconta per il peggio, difficilmente verrà fuori il coraggio per fare cose belle.

Se vuoi approfondire, qualche anno fa pubblicammo questo librino di Tom, che ti spiega in maniera bella -e su base scientifica- come questo accade. Il nostro cervello ci crea il contesto in cui prendiamo le decisioni raccontandosi delle storie. E, ci avvisa Tom, dobbiamo imparare a vivere le storie che ci raccontiamo noi e non quelle che ci impongono gli altri.
Io banalizzo, ma è una lettura illuminante e appassionante: La Fuga Narrativa.

E poi, soprattutto, c’è questo post denso e ispirato di Sara, che riepiloga quello che abbiamo imparato in questi giorni. «La comunità», conclude Sarapedia, «ha voglia di partecipare nel costruire questa narrazione. Ed è questa una delle lezioni che tocca a noi giornalisti».
Leggilo, ne vale la pena: La narrazione di una città speciale

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2 Responses to Il tema della città e della narrazione della città

  1. Pingback: Fuggire dalla fuga narrativa | 40k

  2. Pingback: Attraversare la città, e restituirla — Sara Lorusso

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