Il punto sul giornalismo di domani

Giornalismo In 140 caratteri: «Far trovare le notizie ai lettori e far trovare i lettori dalle notizie che possono interessarli»
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Un po’ di spunti.
Il primo è un paragrafo di Ryan Nakashima citato da Richard Horgan, che sottolinea come ormai i grandi pproduttori di media (Disney, ad esempio) cerchino gli influencer non più sui classici media tradizionali: «Se cerchi di raggiungere i giovani», dice, «devi andare dove loro vedono l’autorevolezza nella cultura. E questa no è più in testate come il New York Times o il Los Angeles Times. Piuttosto è su canali come Youtube, Snapchat, Instagram e Vine».
Non è niente di nuovo, per stessa ammissione di Ryan, ma guarda tu stesso: Avengers: Age of New Journalism

Il redesign del Wall Street Journal
Damaris Colhoun, sulla Columbia Journalism Review, costruisce un ragionamento partendo dalle nuove scelte del WSJ («Praticamente stanno ridisegnando l’esssenza di una redazione»).
Ma il lungo articolo contiene diversi passaggi che aiutano a ricostruire un po’ di scenario, tra l’avanzata del mobile e le nuove abitudini di accesso ai contenuti.

«Man mano che i lettori raggiungono le notizie sempre più attraverso i social e i motori di ricerca e sempre meno usando le home page», argomenta, «i giornali si stanno organizzando per andare a cercarli dove già sono, distribuendo i contenuti in forme diverse per dispositivi e piattaforme diverse».

Da un lato si punta sempre più alla personalizzazione, dall’altro la logica è sempre più sdoppiata: «far trovare le notizie ai lettori e far trovare i lettori dalle notizie che possono interessarli».
È una bella sfida sul mobile, spiega Danaris, e analizza tecniche, problemi e metodi.

Vale la lettura e una riflessione. Il titolo provoca un po’ anche su quanto stia sfumando il diaframma tra il giornalismo e le pratiche dell’advertising: Is the news behaving more like advertising?

Un po’ di consigli
Come link bonus, il Post traduce un po’ di consigli di Margaret Sullivan (Public Editor del New York Times) su come cambia il mestiere. In italiano sono un po’ più delle 395 parole annunciate nel titolo, ma dedica qualche minuto alle lettura: 395 parole sul giornalismo

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