Il giornalismo ormai è un mestiere da innovatori

«Un giornale digitale fatto da veterani della carta», dice Talking New Media, «assomiglia molto a una ricetta per un disastro»

Il tema su cui tutti si stanno esercitando oggi è quello della chiusura di The Daily, magazine per iPad lanciato da Murdoch.

L’analisi di Talking New Media è interessante e si intitola: The obligatory obituary for The Daily.
Ma ci sono diversi spunti da raccogliere in giro: Nieman Lab fa una bella curation sulle lezioni da imparare.

Jack Shafer insinua che alla fine il Daily non sia fallito, ma sia stato ucciso da Murdoch (che non gli ha dato il tempo di crescere). E Derek Thompson (sull’Atlantic) osserva che uno dei grandi errori è stato quello di essere poco social: Why The Daily Failed. Sempre sull’Atlantic Alexis Madrigal rilancia l’argomento.

Anche Forbes ragiona sulle 3 lezioni da raccogliere. Ma è sicuramente da leggere il commento di Marco Arment, fondatore di The Magazine.

Riportando il ragionamento su un tema più generale, ci sono tre letture che vanno considerate con attenzione.
Luca, discutendo del manifesto della Columbia (ne avevamo parlato qui), sintetizza bene dicendo che ormai il giornalismo è un mestiere per innovatori.

Alan Mutter dice che il problema vero dei giornali (e dei giornalisti) è l’inerzia.

E, soprattutto, va studiato questo post di Robert Picard che si intitola: What we now know about news and news revenue in the digital world.

Twitter: @gg

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