Il gigante e la farfalla (La prima regola della comunicazione)

foto-46In 140 caratteri: Se sai cosa dire, lo sai fare in una frase, in sette secondi di comunicazione. O otto, nove massimo. Tweet this!

È una delle mie citazioni preferite e la ripeto spesso. Hemingway diceva che «la scrittura è sottrazione». Trovami qualcosa di più vero.
O qualcosa di più contemporaneo e meno babbione.

Il gigante
Oggi, nell’era del digitale dell’attenzione scarsa se sai davvero cosa vuoi comunicare, sai farlo in solo 6 parole. Se vuoi le attenuanti generiche, possono essere 7 o 9.
Se sai cosa dire, lo sai fare in un frase, in sette secondi di comunicazione. O otto, nove massimo.

Quelle parole possono essere in un post più lungo o argomentato. Ma saranno quelle che si ricordano.

Ma comunque sono quelle parole chirurgicamente esatte, che rendono comprensibile un pensiero complesso. Che lo fanno ricordare. Che, come scriveva Thierry, distinguono l’autore dallo scribacchino.

Puoi provarci. E se lo fai, sarai un gigante, di cui ricorderanno lo sguardo.

La farfalla
Se vuoi scriverne di più, di parole, potrai anche essere bello, stiloso (e inutile e irrilevante, ma non meno attraente per i pensionati e i nuallafacenti, sebbene più ignorato per la cultura contemporanea). Sarai come una farfalla, volerai libero -questo sì- ma privato del ricordo, se non momentaneo, di chi ti guarda, ti osserva, ti legge.

Certo, poi il lettore ti dimentica il momento dopo. Perché non gli avrai insegnato nulla a fronte dell’investimento di tempo di lettura.

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3 Responses to Il gigante e la farfalla (La prima regola della comunicazione)

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