Il futuro è seduto accanto a te

«Oggi basta strizzare l’occhio per scattare una foto», scrive Nick Bilton sul New York Times, «o muovere la testa per spegnere gli occhiali».

Stiamo vivendo un nuovo, ennesimo, passaggio importante. È di pochi giorni fa la notizia che gli smartphone oggi si vendono più dei telefoni normali. E in pochissimi anni (davvero pochi) questi aggeggi e i tablet hanno modificato il nostro rapporto con le tecnologie. E con l’informazione.

Come dicevamo spesso (di recente sull’Espresso di carta), non si tratta solo di uno scenario interessante a livello di individui, ma piuttosto di una riflessione urgente per chiunque lavori nei media, nella cultura, nella comunicazione, nel marketing.

Se cambia l’interfaccia con le informazioni (e con il mondo) cambia il modo in cui circola e si produce la conoscenza.

Così, se vuoi farti un’idea, puoi leggere il pezzo di Bilton che ha un titolo che non lascia nessun dubbio: Disruptions: Brain Computer Interfaces Inch Closer to Mainstream.

Oppure puoi leggere l’analisi di Mike Loukides, che pure ha un titolo significativo: Google Glass and the Future.

Ma ancora, per avere qualche altro spunto, ci sono le esperienze dirette.
«Sto usando gli occhiali di Google da due settimane», scrive Robert Scoble, «e non voglio toglierli mai più».

E se vuoi approfondire, c’è anche il pezzo più ampio di Co.Design. Con un altro titolo marcato sulla chiarezza: Why The Human Body Will Be The Next Computer Interface.

Ha davvero ragione Seth Godin quando dice che oggi la parte di valore del lavoro è quella difficile. Quella che gli altri non sanno fare, perché se la sanno fare tutti è una commodity. E la parte di lavoro che oggi ha valore è quella dell’innovazione.

E per chi vuole costruire una carriera in questi settori, per chi ha a che fare con la parola, con le idee, la parte difficile è sicuramente quella di capire prima degli altri come cambia il mondo. E quanto in fretta.

Ma anche capire che la tecnologia abilita nuove possibilità, però sono queste ultime -e non la tecnologia- la vera opportunità.

Sopratutto per i giovani, io credo sia una bella sfida.

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