Il futuro comincia a essere distribuito (ma solo se hai un giardino e fa bel tempo)

I droni di Amazon In 140 caratteri: «I droni di Amazon distribuiscono il futuro»
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La mia generazione è cresciuta citando spesso William Gibson: «Il futuro è già qui, semplicemente non è stato ancora distribuito». Ed è un curioso gioco di parole, se guardi questo video promozionale di Amazon che rivoluziona la distribuzione e mostra come i droni vengano utilizzati per fare consegne di prodotti in un’ora o meno.
È semplicemente fantastico e ci dà un’idea di come potrebbe cambiare la nostra vita nei prossimi anni.
Guardalo ora: Amazon Prime Air

Quello che il video racconta
Il Post ti dà un po’ di contesto e ti aiuta a capire la storia, se non riesci a seguire l’inglese: «Nel video c’è Jeremy Clarkson, popolare personaggio televisivo britannico ed ex conduttore di Top Gear, che illustra il funzionamento del servizio. Lo spot presenta l’esempio di una famiglia dove la figlia ha un’importante partita di calcio e ha bisogno di una consegna il giorno stesso: il cane ha mangiato lo scarpino destro della ragazza ma la madre ne ordina su Amazon un nuovo paio e, tramite la consegna via drone, il pacco arriva nel giardinetto della famiglia in tempo perché possano essere usati per la partita».
Per i più curiosi, «Jeremy Clarkson è uno dei più famosi personaggi televisivi al mondo», ma trovi tutto qui: Jeremy Clarkson spiega le consegne via drone di Amazon

Quello che il video mostra
La tecnologia è semplicemente impressionante. Porta persino un po’ di emozione da revival del primo immaginario di fantascienza. E i signori di Seattle ci tengono a specificare che sono immagini reali e non una simulazione.

Certo, è un’innovazione ancora nella sua prima infanzia, e come sottolinea qualcuno il suo funzionamento dipende da dove abiti (in un doppio senso: se il servizio è attivo nella zona e se hai un giardino o un posto per l’atterraggio del drone) e dal clima.

In particolare va studiata, credo, una soluzione logica per consentire ai droni dei posti di atterraggio sicuro nelle aree metropolitane con palazzi di 15 piani e macchine parcheggiate in terza fila. Posti in cui è difficile camminare, figuriamoci aspettare un drone.

Però, a occhio, il grosso del problema tecnologico è stato risolto in maniera brillante. Il resto è solo urbanistica o invenzioni logiche. E, se ci pensiamo, quando l’innovazione crea bisogni, in genere la società trova le soluzioni.

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One Response to Il futuro comincia a essere distribuito (ma solo se hai un giardino e fa bel tempo)

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