Il format che mancava al web

In attesa che si ritiri lo tsunami della novità e che si comincino a fare bilanci (più che previsioni) sull’assestamento del mercato, qualche prima certezza comincia ad esserci.

La diffusione di lettori di ebook (dal Kindle a Stanza per l’iphone) e la capacità di realizzare documenti in vari formati da parte dei lettori, sta colmando un vuoto nei «format» della rete, trovando una collocazione ai testi molto lunghi (libri e documenti) che erano sempre stati il tasto dolente della lettura a video. L’effetto, probabilmente, sarà simile a quello che c’è stato quando i blog e i social network hanno dato a tutti la possibilità di commentare, inserire o ripubblicare notizie, togliendo il primato esclusivo ai news media e riconfigurando l’accesso all’informazione. E’ il passaggio dalla scarsità all’abbondanza e -per chi si interessa di questi processi- il momento dell’accelerazione nella riconfigurazione di concetti come «autore», «editore» e «distribuzione».

Io non so se Bezos abbia ragione quando dice che «anche una tecnologia elegante come il libro può finire dopo 500 anni», ma di sicuro stiamo per cominciare a pensare al libro in modo molto diverso. A partire dagli strumenti per farcelo, come il Simplicissimus Book Maker di Antonio Tombolini.

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