Il decennio di Facebook

Il concetto di «topografia del web» non è perfetto ma è uno dei migliori che abbiamo per descrivere il modo in cui funziona la grande ragnatela. Banalizzando molto, potremmo dire che se cambia la topografia cambia il modo in cui noi accediamo alle informazioni. E noi veniamo da un decennio in cui il web è stato Google. Era il motore di Mountain View con le sue regole di funzionamento, a governare il modo in cui ci comportavamo e, di conseguenza, il modo in cui si organizzavano le informazioni per favorire l’incontro con il pubblico.

Da qualche tempo si stanno mettendo in fila alcune notizie che potrebbero essere dei segnali deboli. Il sorpasso (temporaneo e basato su una certa lettura di dati che non è l’unica possibile) di Facebook su Google in termini di traffico. Poi, in questi giorni, l’analisi del comportamento del pubblico di Facebook, che ha un rapporto diverso con le fonti di informazione (Facebook Inspires More Loyalty than Google for News, Media Sites e Hitwise: Facebook Users Loyal News Fans). E probabilmente ne vedremo delle altre.

Il punto potrebbe essere questo: se la massa critica di utenti di Facebook continua a crescere (come è prevedibile) e se Facebook diviene il punto di accesso iniziale al web (come è prevedibile che sia per suoi utenti forti) potremmo assistere a una forte riconfigurazione del modo in cui il web funziona e viene disegnato per far incontrare i contenuti ai propri utenti.

Certo, è solo una congettura. Ma come potrebbe cambiare la nostra idea di web se il matching cominciasse ad avvenire prevalentemente in modo social in luogo di un accesso costruito sulla diffusione dei link e sul search? Come dovremmo pensare i contenuti e la nostra presenza online?

Ecco, se io fossi un editore (soprattutto di news), ci penserei un pochino. Anche perchè l’eventualità di una riconfigurazione può non essere immediata, ma i numeri già oggi non sono trascurabili.

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