I Webdays in 8 punti ed un P.S.

1. Bellissima l’idea del Web over 60. Qualcuno ha parlato di

pubblico veramente ignorante (almeno

per la giornata di venerdi cui io non ho partecipato). Io so solo che sabato mattina, quando ho visto il chiostro

pieno di persone anziane che ascoltavano e prendevao appunti, ho provato molta gioia. Queste manifestazioni

servono a divulgare e a lanciare input, e mi è sembrata una cosa davvero bella. E se qualcuno chiede al Direttore

Generale di Yahoo Italia se “Yaho-o” si paga, vuol dire che la risposta non è ancora chiara a tutti.

2. Gaspar era scettico sulla mia affermazione riguardo il ruolo dell’educazione. E’ vero che la Rete è una comunità di pratiche, ma

è vero solo se uno vi si immerge ed ha una predisposizione a voler capire.

Anche l’anno scorso a Torino (ma quest’anno di più)

il pubblico non era composto da soliti noti. E

questo rafforza la mia convinzione che l’utilità di questi tentativi sia impagabile, anche se

a volte (ma non è il caso dei webdays) non compensa lo sforzo. A margine, ma per una coincidenza

grata, proprio ora Andrea mi segnala l’uscita di un volume che ha curato:

“Comunicare l’innovazione.

Perché il successo del nuovo dipende dalla capacità di spiegarlo. Non l’ho letto, leggerò, ma direi che il tema

è interessante.

3. Derrick è stratosferico, un distributore automatico di suggestioni ed idee. Alcune su tutte:

il passaggio dal punto di vista al punto di vita (dato che in rete ci raccontiamo), una nuova

visione dell’

target="_blank">internet zero, una prospettiva etica ed umana al centro della crescita della Rete.

4. Il decreto Pisanu, con la complicazione nell’uso delle posizioni internet pubbliche, ha forse una sua

ragione. Ma all’atto pratico comincio a sospettare che non sia assolutamente la strada da percorrere.

5. Trasbordi di comunità e trasversalità delle tecnologie. Gumbo Chicken, una ragazza che si interessa di cucina e che sta cominciando a seguire una embrionale conversazione sui

tag, è venuta a Torino per ascoltare Sergio e la sua relazione sulla Folksonomy.

6. Sono stato confortato nella mia visione delle cose (ancora non ben espressa) da una affermazione di Derrick

(“non abbiamo più bisogno di ordine”) e dalla prima slide di Sergio (l’unica che ho visto causa aereo) che

insinuava il concetto di miglior disordine possibile.

7. Andrea e tutti gli altri sono degli ottimi padroni di casa. Li ringrazio per la cura dei dettagli e per tutto il resto. Bravi.

8. Ho sbagliato i giorni (avrei dovuto fermarmi domenica) ed a causa dell’ingorgo sull’autostrada ho perso l’aereo e tutta la giornata

di venerdi. Dunque è stato poco il tempo per chiacchierare con gli altri (la cose che mi piace di più) e non ho nemmeno trovato il modo

di vendicarmi di Toni che

mi ha svgliato brutalmente la mattina di sabato. (Ma per questo ho tempo) :)

P.S. Tutte le foto di Gaspar.

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