I Droni e la Forma del Mondo

Droni In 140 caratteri: «L’adozione di una serie di nuove tecnologie potrebbe trasformare la struttura intrinseca delle nostre città» Tweet this!

Negli ultimi vent’anni di accelerazione dell’innovazione c’è stata -tra le altre- una costante: i nuovi prodotti e i nuovi servizi hanno messo in crisi tutto il sistema di regole preesistenti.

Per fare qualche esempio macro, il digitale ha stravolto la logica di qualsiasi regolamentazione di diritti d’autore. Le tecnologie hanno scardinato i modelli precedenti (pensa agli Mp3 o allo streaming).

Oppure possiamo fare esempi precisi: Uber, la maggior compagnia di Taxi, non ha auto e tutti ricordiamo i dibattiti verso coloro che tradizionalmente avevano una licenza. AirB&B non ha alberghi, e si muove negli interstizi di norme preesistenti. Ma pensa anche agli ebook, che stanno disintegrando la logica dei diritti geografici nei contratti degli editori -poiché un libro americano e un libro coreano sono allo stesso click di distanza.

D’altro canto più di qualche studio dimostra che i grandi imperi economici (da Rothschild a Ford ecc.) sono stati costruiti in condizioni in cui l’innovazione sfruttava la mancanza di regolamentazione in nuovi settori.
Solo che oggi sta accadendo sempre più in fretta.

Oh Oh mi è sembrato di vedere un Drone
I Droni – veicoli in grado di volare senza pilota, a controllo remoto- sono una nuova sfida per i legislatori. Il caso più famoso probabilmente è quello di Amazon (di cui avevamo parlato), che sta progettando un sistema di consegna rapidissima via aerea.
Non è facile, perché come è accaduto con i tassisti e Uber, nel mondo occidentale cambiare o adeguare delle norme va anche contro interessi preesistenti.

Negli USA, l’anno scorso la FAA (US Federal Aviation Administration) ha approvato il primo servizio di consegna via Drone, per una startup australiana. Ma è difficile pensare che molti Paesi siano pronti ad accettare migliaia di droni di Amazon che fanno su giù per i cieli.

Anche in Italia l’ENAC sta adeguando le normative, richiedendo (in base alla classificazione dei Droni) licenze e piani di volo o (in base all’uso) abilitazioni. Che ad esempio possono riguardare l’uso professionale, come quello dei fotoreporter.
Da notare che ci sono stati casi -nel mondo- in cui l’invadenza dei droni in caso di disastri (incendi, ecc.) ha portato a dare “facoltà di abbatterli”.
Se vuoi saperne di più, questa scheda di Wikipedia è molto chiara: Aeromobile a Pilotaggio Remoto.

Le cose in realtà stanno succedendo in Africa
L’Africa è il miglior terreno di coltura per lo sviluppo e l’utilizzo dei Droni. La prima ragione è che i governi sono molto più flessibili nell’adozione di nuove soluzioni tecnologiche, non avendo apparati tradizionali da difendere.

La seconda è che la mancanza storica delle infrastrutture di base (strade, gas, elettricità, acqua) ha reso preferibile fare direttamente il salto. Molti paesi del continente -ad esempio- hanno saltato il passaggio della costruzione di un sistema di telefonia fissa passando direttamente a quello -più efficace ed economico- della telefonia mobile.

Inoltre la carenza di infrastrutture massimizza l’efficacia dei Droni, per raggiungere zone isolate in modo veloce e relativamente economico.

Così non è un caso che il governo del Rwanda ha firmato un accordo con Zipline (una startup americana) per la consegna (via Drone) di sacche di sangue, vaccini e medicinali nelle zone rurali.

Jonathan Ledgard (dela società svizzera Afrotech) è convinto che i Droni siano il futuro prossimo e che ne beneficeranno i più bisognosi. «È inevitabile», dice, «che in un pianeta sovrappopolato e con risorse scarse, si faccia un uso sempre più intensivo del cielo. Con velivoli robot che trasportano i beni in maniera più veloce, rapida e precisa».
Se vuoi approfondire: Rwanda chosen for world’s first ‘drone-port’ to deliver medical supplies.

Intanto in Rwanda si sta costruendo il primo Droneport, ovvero il primo aeroporto per droni, progettato dal noto studio di architettura britannico Foster+Partners: Star architect designs the world’s first ‘airport for drones’

Le nostre città, domani
L’adozione di una serie di nuove tecnologie potrebbe trasformare, nei prossimi anni, persino l’urbanistica e la struttura intrinseca delle nostre città. Con una buona regolamentazione, che ne esalti i vantaggi, i trasporti su gomma (inquinanti e parte del traffico) comincerebbero a rivelarsi antieconomici e i Droni apparirebbero una soluzione rapida, efficace e pulita. Ma serviranno le infrastrutture e una politica di sostegno.

La stessa cosa vale per le auto che si guidano da sole (su cui, oltre a Google, stanno investendo i principali costruttori e persino Apple). Tutte queste tecnologie convergenti potrebbero ridisegnare nel futuro prossimo la forma e la sostanza delle nostre città.
Così come i trasporti pubblici automatizzati.

Io credo che lì, dietro la curva, si nasconda una sfida importante per i nostri legislatori e i nostri amministratori locali. È un fenomeno che va seguito con attenzione.

E che probabilmente arriverà prima della fine della costruzione di una ipotetica tangenziale che, finanziata oggi, vedremo solo tra dieci anni.

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2 Responses to I Droni e la Forma del Mondo

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