I Cyber-asociali

Se di solito passi da queste parti avrai notato che mi sto appassionando al dibattito (ricorrente) sul rapporto tra social media e solitudine. O, per meglio dire, su come i social media ridisegnano il nostro rapporto con gli altri.

Ne avevo scritto qui e qui.

Oggi vale la pena di segnalare un altro interessante (e lungo) pezzo dell’Atlantic. Ne trascrivo un brano, ma ti conviene leggerlo tutto per farti un’idea.

«Alcune persone», scrive Zeynep Tufekci, «potrebbero essere definite “cyber-asociali”. Questo perché sono incapaci (o non hanno voglia) di affermare un senso di presenza sociale attraverso la comunicazione mediata».
Poi continua: «Io sospetto che potrebbero finire per trovarsi svantaggiate nella nostra società, come avrebbe potuto essere svantaggiato qualcuno che, alla fine del XX secolo, avesse deciso di non voler parlare al telefono».

L’articolo è denso e a tratti forse difficile, ma merita: Social Media’s Small, Positive Role in Human Relationships.

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