Guadagnare con i blog. Forse.

Esiste un destino nelle cose. Dopo una piccola discussione su icq con Paolo,

seguita ad un mio commento ai suoi

Supermercati Open Source,

mi sono imbattuto in un articolo del nostro amico spagnolo

José Luis Orihuela sui blog e il loro rapporto con il mercato.

Nell’articolo (tutto il testo, in spagnolo,

qui) si fa riferimento

ad Henry Copeland (di BlogAds), per il quale

‘quando ci saranno 10 milioni di blog, centomila saranno un ottimo veicolo pubblicitario’. Secondo José Luis,

BlogAds già oggi fa guadagnare dai 30 ai 150 dollari mensili ai blog aderenti (secondo BlogAds, valori aggiornati,

si guadagna dai 50 ai 750 dollari in media).

Inoltre, per Josè Luis, saranno soprattutto i blog verticali e specializzati

(ovvero quelli con un target prevedibile e preciso) ad essere di estremo interesse per gli

inserzionisti.

Sono andato a guardarmi BlogAds. Le attrattive per gli inserzionisti, secondo Henry Copeland sono:

1. Particolarità. I blog esprimono la passione dei creatori e quindi definiscono nicchie di interesse specializzato che nessun altro

media può offrire.

2. Valore. I costi sono molto più bassi di tutti gli altri media.

3. Fiducia. Fondati su un rapporto diretto tra autore e lettore, i blog esprimono un rapporto di fiducia molto alto. Un banner su

un blog è dunque in una situazione molto diversa rispetto ad un banner ad esempio, su Yahoo.

4. Facilità di utilizzo. Vuoi fare pubblicità? Compili un modulo, mandi il banner e scegli il blog dove vuoi che appaia.

Decidi quanto tempo deve rimanerci e paghi con Paypal.

Se volessi mettere un banner su BlogShares (la passione di molti blogger, tra cui me),

che ieri ha fatto 65000 accessi, mi costerebbe 110$ al mese. Se invece volessi metterlo su BizStone,

pagherei dai 10$ per una settimana ai 25$ per un mese. E’ possibile comprare banner anche su blog che ieri hanno fatto

8 accessi: Views on the news, 8$ per un mese, 2$ per una settimana.

Ora, premesso che io non sono interessato in prima persona al discorso (sebbene sia tentato

di sperimentare il servizio per capire meglio come effettivamente funziona) e premesso anche che ‘non credo nella pubblicità online’,

mi sembra che l’idea di BlogAds abbia un paio di punti di forza, guardata nell’ottica di certe aziende medio piccole

che pure sono attente ad internet e sulla rete hanno delle attività.

Se consideriamo che

il costo pubblicitario ‘tradizionale’ di un ‘accesso interessato’ (secondo gli esperti di internet-marketing) varia dai 6 ai 15 euro, e se consideriamo anche che l’investimento ‘minimo’ è normalmente enorme, si capisce subito qual è il terreno di lotta di BlogAds.
Io con

BlogAds posso selezionarmi i blog frequentati dai visitatori potenzialmente interessati al mio sito e posso controllare

direttamente il mio budget, considerando anche che alla fine parliamo di cifre alla portata anche delle piccolissime

aziende. Facendo due conti rapidi, con un investimento di 1000 dollari annui (pari a una inserzione di 3 centimetri quadrati su un solo

numero di Internet News) potrei portarmi a casa circa 20.000 accessi di potenziali clienti. L’annuncio su Internet News mi farebbe

fare un quarto degli accessi ma soprattutto mi manderebbe sul sito gente non necessariamente interessata.

Inoltre potrebbe esserci l’effetto volano ingenerato dalla reciprocità dei blog (che i detrattori chiamano ‘autoreferenzialità’)

e che in breve tempo potrebbe portare BlogAds a risultati interessanti. Rimaniamo pure scettici (io per primo), ma stiamo a

vedere, e magari proviamo per capire meglio.

Per i banner ho una certa antipatia di base, ma in questo caso potrebbe

trattarsi di una ‘divisione di valore’ democratica, più simile agli spostamenti di attenzione tra i blog (in questo caso

condividendola con le piccole aziende) che agli ads dei

dialer. Potrebbe essere interessante anche sperimentare la cosa su qualche blog italiano, perchè capiremmo

molte cose interessanti. L’unico peccato è che la comunità linguistica italiana, essendo piccola, corre il rischio

di rimanere comunque ai margini.

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