E' buffo, a volte, l'innestarsi di appartenenze minoritarie l'una dentro l'altra.
Ad esempio, dentro il mio sentirmi parte di una minoranza laica, c'è il mio sentirmi
parte di una minoranza che «sente» di essere impopolare dentro
la maggioranza dei laici. Questo
sentiment diventa spesso fortissimo
quando osservo la realtà e mi confronto con le attività di resistenza a
una situazione nazionale che vista dall'estero appare
tra
il buffo e il drammatico mentre raccontata dall'interno sembra dare per scontate tante cose. Ad esempio,
non smetto mai di stupirmi per la narrazione «esplicita» sulla stampa e nei media dell'improbabilità
politica delle leggi
ad personam. Cose che in un altro Paese farebbero cadere governi solo se valutate a
livello di sospetto, qui diventano scontate e accettate da tutti.
É un punto importante, questo, perchè bisogna chiedersene la ragione. La parte di Italia che -legittimamente- si chiede come
«battere Berlusconi alle elezioni» dovrebbe smettere di strepitare (tanto non serve) e riflettere su questo. Sulla parte speculare -e più numerosa-
di Paese che invece -altrettanto legittimamente- sostiene il Governo e lo vota. Se vogliamo cambiare di un punto, di una virgola, la situazione
è l'opinione di queste persone che dobbiamo spostare, chiedendoci "perchè" milioni di italiani sostengono la loro causa. Dobbiamo farlo
costruendo piano piano e con deliberata ostinazione una cultura
in grado di convincere più intelligenze. Non serve irridere o amplificare le fratture, non aiuta affatto. Se servisse ancora una dimostrazione, dopo gli esempi passati,
non aiuta protestare o strillare "Al Lupo! Al Lupo!" in un Paese in cui le agenzie di stampa commentano una legge raccontando esplicitamente che
servirà a disinnescare il Processo Mondadori e il processo Mills. Come se fosse normale.
Operazioni come il
No B Day sono anche belle,
ma non illudiamoci. Sono solo l'opzione più semplice, quella che in genere non funziona. Saranno
una festa, un modo per contarci. Ma nulla più. Almeno dal punto di vista di un'opinione minoritaria.