Due note sulla salute dei libri

ebook In 140 caratteri: «Le tendenze importanti nel mercato dei libri» Tweet this!

«L’ultimo libro a rientrare nel sempre più ampio genere letterario dedicato alla storia e alla capacità di sopravvivenza della carta», scrive il Post, «è Paper: Paging Through History di Mark Kurlansky».

L’articolo è bello e godibile, ad ampio raggio e fa una buona panoramica. La tesi centrale è che la carta non morirà, sebbene messa in crisi da tecnologie più efficaci: «Migliaia di cartiere hanno chiuso, vengono venduti milioni di iPad e di Kindle e le grandi catene di librerie sono in difficoltà. Google, poi, è diventato il nostro dizionario. Quando è stata l’ultima volta che avete ricevuto una cartolina? O che avete trovato un elenco telefonico davanti al portone di casa?»
Leggi tu stesso e fatti un’idea: Non è ancora arrivata la fine della carta

Dati che non lo erano
È vero che gli ultimi dati diffusi, soprattutto negli USA, raccontano di un rallentamento della crescita nelle vendite di ebook. Ma, come è noto da anni, per leggere i dati serve un po’ di contesto. Le cifre ufficiali, infatti, non conteggiano l’esistenza (né le vendite) di centinaia di migliaia di titoli pubblicati in self-publishing e che, non avendo registrazione di alcun tipo (ad esempio l’ISBN), sono totalmente fuori dal radar.

E ragionevolmente hanno un impatto non lieve sulla vendite complessive. Che non va trascurato.

La tangenziale e il medio periodo
Qualche giorno fa, parlando di droni, portavamo ad esempio la costruzione di una tangenziale. La delibera arriva magari oggi, però a occhio e croce dovremo aspettare una decina d’anni perché sia utilizzabile. Con la tecnologia non abbiamo la stessa pazienza e spesso -guardando ai dati del presente- siamo incapaci di valutarne l’impatto nel medio periodo.

La tecnologia è comportamento, ovvero modifica le nostre abitudini (e spesso anche la nostra morfologia: al di là del nostro cervello anche le nostre mani, almeno secondo alcuni scienziati che hanno osservato le conseguenze dell’uso sempre più frequente di smartphone e tastiere).

Se si accetta questa ipotesi è facile aggiungere contesto anche ai dati che osservano la preferenza dei millnnials per la carta. Vengono da un sistema educativo che è totalmente fondato sulla cultura della carta. e cambiare abitudini radicate da secoli può richiedere il tempo utile per vedere realizzata la nostra tangenziale.

E -a proposito della scuola e del sistema educativo vincolato al XX secolo- ti lascio un link bonus. Una bella riflessione di Tullio De Mauro: La scuola rivoluzionaria è quella che insegna a risolvere problemi nuovi

Le tendenze, non i dati
Se guardiamo alle tendenze e non ai dati di stock, scopriamo che il problema della carta non è solo una questione di attitudine al nuovo comportamento. Ci sono due tendenze, in particolare, che sembrano molto rilevanti e che non vanno sottovalutate.

La prima riguarda quello che noi analisti chiamiamo «spazio sugli scaffali». Lo spazio sugli scaffali in un dato Paese è il metro di quanti titoli di carta può trovare un lettore. Ora, tutti abbiamo notato sicuramente che le grandi catene di librerie non vendono più libri, ma fanno multimerchandising. Ovvero: ci trovi di tutto, anche i libri.
Ma lo spazio dedicato ai libri diminuisce ogni anno. E questa per gli editori non è una buona notizia, poiché se diminuisce lo spazio sugli scaffali diminuisce in proporzione la probabilità di venderli.

Poi c’è il dato socioeconomico e geografico: magari se guardi la prospettiva da Milano o Roma non te ne accorgi, ma nei centri piccoli o medi diventa sempre difficile trovare una libreria. E in generale, con la diminuzione dello spazio sugli scaffali diventa sempre più difficile trovare titoli di catalogo e/o di nicchia.
In parte questa situazione è mitigata dalle librerie online. Ma chi si abitua a comprare online, empiricamente, finisce per capire subito che l’ebook è più economico e ti arriva in 10 secondi.

Il margine di competitività degli ebook
Gli ultimi report americani (proprio quelli che sostengono il calo degli ebook) riportano invece la seconda tendenza interessante.

Come molti analisti avevamo previsto anni fa, il self-publishing (con la sua concorrenza centrata sull’abbassamento dei prezzi) sta cominciando a sradicare la resistenza dei grandi editori, che tendevano a mantenere alto il prezzo alto degli book.
Ebbene, a quanto pare dopo anni di linea dura, il prezzo medio di un ebook dei Big Five (i 5 maggiori editori degli USA) è improvvisamente calato di un paio di dollari in media.
È la pressione verso il basso dei pezzi indotta dal slf-publishing. Ma anche la controprova dell’importanza di un mercato non monitorato dai dati ufficiali.

Se vuoi saperne di più: Nielsen Unveils Book Industry Year in Review. Oppure: Author Earnings Posts New Report on Big Five Ebook Pricing

Una buona notizia
Per chiudere, ti lascio uno studio che pare dimostrare un fatto interessante: i ragazzi cresciuti in una casa piena di libri sono potenzialmente destinati a guadagnare di più nella loro vita adulta: Children who grow up with books earn more, study finds

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