Digital Champion e digitale come bene comune

Riccardo Luna Digital Champion In 140 caratteri: «Di come la polemica sui Digital Champion porti ad affrontare questioni reali» Tweet this!

Ho seguito molto distrattamente le polemiche sui Digital Champion, ché spesso assomigliavano al tifo da stadio. Su questo la mia posizione (da non tifoso di calcio) è che comunque ogni curva ha il diritto -se lo manteniamo goliardico- di sfottere la squadra avversaria.
Certo resta il fatto che è sempre più facile spostare la discussione sulle persone e non sulla soluzione ai problemi. È più facile, appunto, ma inutile.

In fondo ha ragione Giovanni, sono narrazioni diverse, che ci raccontiamo e che raccontiamo agli altri. La diversità, tendo a cercare di ricordarmelo, fa solo bene.
Poi ci sono i problemi pratici da affrontare. Di questo si parla qui.

Come la vedo io
Sebbene qualcuno ne abbia persino chiesto le dimissioni, secondo me Riccardo ha fatto bene a rendere la cosa partecipativa. Io avrei fatto la stessa cosa, pur sapendo che per principio l’intelligenza della massa non è la somma delle intelligenze, ma l’area di intersezione. E che i risultati dipendono dall’ampiezza di quest’area. Che normalmente è minima, ma sempre superiore alle possibilità di un singolo.

«L’area di intersezione», come mi piace chiamarla, è la parte in cui molte diverse personalità convergono. E generano da un lato negoziazione di senso (che diventa patrimonio comune), dall’altro risultati pratici. E -ci sta- spesso ci sono risultati collaterali come la sovraesposizione di qualche digital champion (mi rifiuto, come prevede l’italiano, di mettere la “s” del plurale che non si mette nelle parole inglesi nella nostra lingua).

Ma non è importante quello che penso io
Come sempre accade, quando le discussioni cominciano ad annoiare, decantano. E come il buon vino si arriva finalmente ad affrontare i temi importanti in modo pacato.

Due amici ci hanno provato in questi giorni. Luca e Alberto hanno messo sul tavolo degli argomenti su cui riflettere. E sebbene (scherzando) diciamo spesso che «leggere è vintage», forse puoi farti un’idea partendo dal punto di Luca. Magari contribuendo anche con il tuo.

Vale la lettura, a partire dal titolo che riflette l’impostazione che a me piace: Un metodo per collaborare nel racconto dell’Italia che innova

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