Detto in altra maniera

Stamattina ho raccolto un po’ di argomenti in difesa del libro tecnologicamente povero.

Resta -ovviamente- un’opinione personale, ma la mia perplessità rispetto agli enhanced ebook (almeno per quanto riguarda la narrativa) si può forse raccontare anche in modo differente.

L’innovazione, di solito, porta a fare in modo diverso quello che si faceva già, oppure porta a fare le cose in un modo nuovo. Però, sempre come regole generale non priva di eccezioni, l’innovazione viene «accettata» quando fa fare le cose meglio o quando fa fare ciò che prima non si poteva. Il grande mercato dell’innovazione, dunque, è fatto di tentativi di innovare che sopravvivono quando producono qualche beneficio riconosciuto come tale da un numero sufficiente di persone.

La transizione dalla carta all’ebook sta innovando in diversi modi l’industria editoriale. Per enumerarne alcuni: accesso alla pubblicazione, miglioramento del’efficacia nella distribuzione, miglioramento dell’efficacia nel matching (incontro tra lettore e libro che gli piace), miglioramento dell’efficacia nell’accesso al libro (costi più bassi, processi più semplici, sistemi di retribuzione diversi), ecc.

Tutti questi aspetti sono abbastanza coerenti con una logica più ampia (e con la storia delle nostre culture) che procede sempre in direzione di una maggior efficacia nell’accesso e nella distribuzione dei prodotti culturali. Cambiare la narrativa, invece, è il tipo di innovazione che le tecnologie abilitano, ma che al momento non corrisponde ad un’esigenza diffusa (o comunque non «risolve» un problema, caratteristica questa che motiva di solito la spinta verso qualcosa di innovativo).

Poi certo, come dicevo di là, sotto la spinta dell’innovazione creativa -che non va confusa con quella di sistema- potrà nascere un nuovo prodotto (che è il figlio della contaminazione tra il libro ed altri media, ma non più libro). E in questo senso la sua diffusione, come innovazione, dipenderà molto da quanto sarà in grado di creare un’esigenza nuova, di costruire un bisogno o un interesse.

Per chiudere, segnalo un post che mi ha fatto sorridere (per la sua chiosa): The Case for De-hanced E-Books.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>