Dal «giornale» al «ciclo di scoperta»

Nei

giorni scorsi ho preso diversi appunti su come stia cambiando la grammatica dell’informazione e su come stia evolvendo la nostra «dieta» di notizie.
Se vuoi, qui e qui trovi degli spunti.

Per riassumere, la mia ipotesi è che l’idea del «contenitore» (il giornale o la rivista) sia legata alla grammatica culturale del XX secolo e ai limiti funzionali dei media analogici.
Oggi però non serve più tagliare sul medio e impaginare in maniera uguale per tutti. Soprattutto ora che possiamo fare diversamente.

Nella logica dei network accediamo alle notizie in base a principi di pertinenza e lo facciamo in maniera «indipendente» dal contenitore che le pubblica.

Ci sono poi diverse evidenze più generali. Ad esempio il fatto che sempre più persone con literacy sufficiente non si affidano più ai giornali (o al TG) per capire cosa è importante.
Al contrario, la nostra rete sociale (e la rete di fonti) determina ciò che conta e ciò che è di tendenza.

Un’altra evidenza importante è che questo processo di evoluzione richiede una curva di apprendimento a volte anche ripida. E richiede l’assunzione in proprio del ruolo (e della responsabilità) di mediatore.

Ci sono diversi strumenti che danno già oggi l’idea di come possa essere il risultato. Zite, tra tutti: è un’app che cambia completamente la prospettiva di chi la usa, aprendo un mondo.

Ma per poter usare bene questi strumenti serve aver già costruito un proprio sistema di fonti, serve aver selezionato le persone giuste da seguire, eccetera. I social media, in fondo, si chiamano così perché funzionano frazionando lo schema attraverso i comportamenti delle persone.

E serve saper educare l’app che si sta usando, istruirla perché impari ad essere sempre più efficace.

Oltre a quelle più conosciute, c’è poi un’altra applicazione -una applicazione web questa volta- che secondo me potrebbe dare un’idea di come ci informeremo domani. La sto testando da un paio di settimane e per i temi di cui mi occupo (e per come funziona la mia rete di fonti) mi sta dando qualche bella soddisfazione.

Se vuoi provarla, si chiama Prismatic e ho tre inviti. Se ne vuoi uno scrivimi una mail o contattami sui social network in cui mi segui.

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