Cronache dalla caverna

Da due punti di vista diversi, PaferroByDay e Attivissimo analizzano la questione delle crepe sull’ala dello shuttle e di come la notizia sia stata “trattata”.
E, come se non bastasse, proprio ieri una trasmissione popolare su Rai3 discute la (già nota)

possibilità che l’uomo non sia mai arrivato sulla Luna (lo show lo avrebbe montato Kubrick su finanziamento della NASA). Naturalmente si citano anche Capricorn One e l’Area 51.
Io non credo a grandi segreti e mi conformo con la sicurezza che la verità, nel mondo mediatico, sia solo ciò che più persone credono vero. Di sicuro, però, stiamo parlando di pagine “cult” nella storia della persuasione mediatica.

Poi c’è la coincidenza del ritrovamento delle spoglie di un astronauta isreaeliano in una città chiamata Palestine. Non posso fare a meno di pensare che l’idea, a Kubrik, sarebbe piaciuta. E, sul filo delle genialità che smuovono l’emozione e creano conoscenza comune, mi torna in mente la grande performance radiofonica con cui Orson Welles (nel 1938) terrorizzò l’america, raccontandole in diretta l’invasione degli alieni.

Così, un po’ ironicamente un po’ sul serio, mi ritrovo a pensare a Platone. E a noi, schiavi tecnologici chiusi nella caverna, che crediamo vere le immagini che ci vediamo scorrere davanti. Finchè un giorno qualcuno riuscirà ad uscire per guardare fuori. E se avrà il coraggio di tornare dentro a raccontare, noi (forse) saremo pronti a lapidarlo.

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