#CookieLaw, #BloccailCookie: Ancora sul pasticcio dei Cookie

Cookie Twitter In 140 caratteri: «La Cookie Law è una legge che scarica la complessità sugli utenti»
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È chiaro che non c’è alcun intento polemico, la normativa -dicevamo- non è italiana (ma UE) e in Italia l’abbiamo recepita persino bene.
Però, metto giù questi due appunti facendo seguito a discussioni, frammentate come accade spesso su Twitter, con Baldo (addetto stampa del garante), Anna (Responsabile comunicazione della Camera), Massimo, ecc.

La buona notizia
Dopo aver letto in giro di «controlli severi», Wired sembra smentire e pare che gli uffici del Garante abbiano dichiarato che «il Garante intende andarci piano. Non chiudete il vostro blog. Se siete una delle poche aziende italiane che vuole sbarcare sul web (solo il 5,1% delle nostre PMI vende online), non fatevi scoraggiare da questa nuova legge».

Dice che comunque è un pasticcio
La mia opinione, argomentata, è che «La Cookie Law è una normativa costosa, inutile e inapplicabile». E che sarebbe divertente partire dai siti delle Pubbliche amministrazioni per vedere come viene applicata.

Il fatto che sia un «pasticcio» si spiega (e ancora una volta non è una colpa italiana) con gli errori logici che contiene (dicevamo che il concetto di «sito web» è una finzione analitica che rende Amazon e il blog di mia nonna due oggetti identici). E si spiega anche con la necessità di aggiornare la cookie policy ogni volta che un gestore di tecnologia aggiorna i suoi meccanismi. Cosa che -per mera realtà- accade spesso e senza che nessuno di noi lo sappia.

Ma soprattutto è un problema perché è una legge che scarica la complessità sugli utenti.

Nessuno di noi controlla gli strumenti che usa (dai pulsanti per i social ai plugin) e nessuno di noi profila i suoi lettori.
I controlli andrebbero fatti su chi -invece- governa questi tool. Un esempio potrebbe essere il post di Change.org, il cui titolo la dice tutta: Migliorate la cookie law rivolgendovi a una decina di Browser piuttosto che a miliardi di Siti!

Ma fatti la tua opinione
Io, come al solito, ti lascio dei link.

Il primo è di Bruno Setta e -ancora una volta- descrive bene il contenuto: Lettera al Garante per la privacy: il pasticcio dei cookie e il chiarimento che non chiarisce

L’altro è di Valeria Covato, e si intitola: Perché la Rete sbuffa per i cookie del Garante per la privacy

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