Come non diventare un dinosauro. Innovare e non restare travolti dall’innovazione

disruption

In 140 caratteri: «Tra innovare e restare innovati c’è una differenza sostanziale. La sopravvivenza. Citofonare Kodak o Blockbuster»
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C’è una cosa che ripeto spesso, scherzando. Il termine disruption in italiano non ha una traduzione precisa. Ma ce l’ha in napoletano, perché il termine arrevutare ne coglie perfettamente il senso più intimo e preciso.

Poi c’è il fatto che nell’industria culturale (e chiunque oggi faccia comunicazione, in qualsiasi settore industriale, oggi fa soprattutto comunicazione) la disruption non è una cosa che arriverà domani.
Anzi, tempo fa raccontavo una opinione di Robert Niles: «Ovunque ci siano alte barriere di accesso, ovvero costi, attrezzature e qualsiasi altra cosa che impedisce alla gente di produrre e distribuire contenuto, c’è un’industria pronta per la disruption. Ovunque qualcuno sta facendo denaro controllando l’accesso all’informazione e provando a venderla, c’è un luogo in cui la gente perderà posti di lavoro nel prossimo futuro».

Così, per molti di noi che lavorano passando il 99% del tempo scontrandosi con mentalità che praticano la risk aversion (beati i dinosauri che non vedono il meteorite arrivare), può essere utile leggere questo pezzo di Soren Kaplan che spiega come portare la “disruption” nel nostro lavoro, invece di finire “disrupted”.
È una lettura da fare, dandoci il tempo di riflettere. Perchè tra le due strategie c’è una differenza sostanziale. La sopravvivenza (citofonare Kodak o Blockbuster).
The difference between disrupting and being disrupted.

Poi, una delle cose più difficili da far capire è che è più facile adeguarsi alla parte più lenta. Ma non aiuta. La strategia è quella di far crescere i più lenti e portarli al livello del contemporaneo. Purtroppo la logica della risk aversion porta sempre a non considerare un valore ciò che la nostra organizzazione impara.
Ma, anche qui, un link ci aiuta a riflettere. Ed è della Harvard Business Review: The Secret to Lean Innovation Is Making Learning a Priority

Lat but not least, un pezzo magari non profondissimo ma che merita i suoi 5 minuti per la chiosa («Io amo i musei, ma non vorrei viverci dentro)», per l’occhiello («l’unica costante della vita è il cambiamento») e per il titolo: How not to become a Dinosaur

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