Bruce Sterling: «Il futuro, se sai dove guardare, di rado arriva come novità scioccante e assoluta»

Bruce Sterling In 140 caratteri: «Probabilmente non useremo più il termine privacy. Inventeremo una parola nuova, coerente con il mondo di oggi»
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Più di 10 anni fa hai scritto “Tomorrow now. Come vivremo nei prossimi cinquant’anni”. Il secondo capitolo si intitolava “Lo Studente”. Tu credi che dobbiamo modificare a fondo l’impostazione del nostro sistema educativo, per affrontare il XXI Secolo?

«Tutti sembrano pensarla così, ma io non ne sono sicuro. Io credo che il primo obiettivo di un sistema educativo sia portare cultura. Persino le persone più ignoranti oggi non possono permettersi di non affrontare le sfide del XXI secolo.
Un buon sistema educativo dovrebbe dare ai giovani un contesto culturale e un senso di continuità. Le università sono vecchie di novecento anni. È sempre pericoloso mettere in discussione istituzioni con una storia così lunga. È come cercare di accendere un barbecue temporaneo per un picnic nelle fondamenta».

Quali credi che siano le forze e le tendenze che stanno spingendo il nostro mondo verso il cambiamento?

«Ci sono migliaia di forze e migliaia di tendenze. Le spinte demografiche, l’urbanizzazione e i cambiamenti ambientali sono trend importanti, e facili da misurare come da osservare. Però è importante capire che i cambiamenti più profondi arriveranno rapidi e saranno generati da forze e tendenze che al momento sono invisibili e imprevedibili, anche come principio. Dobbiamo adeguarci all’idea di accettare con stile le sorprese che il prossimo futuro ci riserva.

Molte forze e molte tendenze sono ovvie, ma la gente si allena a non volerne parlare, a non volerci nemmeno pensare. Tutti sappiamo dall’inizio che i nostri genitori moriranno, ma chi ha voglia di pensarci? La notizia arriverà come uno shock doloroso. E non importa quanto siamo preparati a riceverla».

Dopo 10 anni da “Tomorrow, now”, come vedi il futuro delle nostre società?
«”Il futuro è già qui, ma non è stato distribuito”, diceva Gibson. Questa è una delle ragioni per cui io sono un viaggiatore affamato. Il futuro, se sai guardarlo arrivare, di rado arriva come novità scioccante e assoluta. Alcune cose che ci sembreranno nuove e importanti tra 10 anni, sono già qui, stanno già succedendo. Solo che succedono in posti piccoli, o ancora per poche persone.

Prendiamo i giovani. Cosa crediamo che desiderino in settori che conosciamo bene, quelli che esportano l’innovazione? I giovani oggi non hanno potere, ma tra 10 anni saranno vicini ad averlo e spingeranno il mondo nella direzione che vogliono. A quel punto non si comporteranno più da “giovani”, ma daranno per scontati certi assunti culturali. E questi assunti diverranno comuni per tutti, decade dopo decade».

Una volta hai detto “La privacy è morta”. Cosa ci dobbiamo aspettare?
«Io non credo che sia morta la privacy. Piuttosto sono morte le aspettative del XX secolo sulla privacy. Oggi come oggi le agenzie di spionaggio e i ricchi hanno tutta la privacy che vogliono.

Io credo che nei prossimi anni questo sarà un territorio di scontro, soprattutto sui temi della sorveglianza. Chi può dire, oggi, come, quando, a che condizioni, in quali circostanze? Quando la gente capirà finalmente che la privacy è soprattutto una questione di potere e di denaro, questo scontro troverà una nuova definizione. Probabilmente non useremo più il termine “privacy”. Inventeremo politicamente una parola nuova che sarà coerente con la situazione attuale della tecnologia».

Ok, dacci un consiglio e un allarme sul presente.
«I cambiamenti climatici sono lenti, ma abbiamo ignorato quello che sta accadendo per troppo tempo. Ora è diventato letale. Il lupo non è più davanti la nostra porta. Il lupo è già in soggiorno».

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3 Responses to Bruce Sterling: «Il futuro, se sai dove guardare, di rado arriva come novità scioccante e assoluta»

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