Blog Notes (feed rss) http://www.bookcafe.net/blog/ weblog di Giuseppe Granieri it Giuseppe Granieri Cold Fusion MX g.granieri[AT]bookcafe.net g.granieri[AT]bookcafe.net Il valore dei libri Cose molto di nicchia. Qualche giorno fa Fabio ha rilanciato un ragionamento antico, sul prezzo degli ebook (qui e poi qui) e la discussione ha proseguito la sua strada sui social. Io non ho un'opinione definitiva (niente che assomigli a una regola generale, almeno), ma sul tema si sono esercitati in molti e l'approccio analitico che preferisco è questo contenuto nel ragionamento di Renai La May.
Però oggi leggevo un pezzo interessante di Kassia Krozser sul valore dei libri, che merita la segnalazione. A me è piaciuto molto il passaggio della percezione del valore nella scala che va dal «lo compro a prescindere» fino al «lo compro solo dopo aver letto cinque o persino sei buone recensioni nel mio network of trust».
Booksquare, A Question of Value Technorati Tags:, ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1379 01 09 2010 12:00:00 GMT
Cinque minuti ben spesi Ok, è vero, tocca installare Chrome. Però questa volta vale la pena di farlo anche se non sei un geek.
Installalo, poi vai a questa pagina e inserisci l'indirizzo della casa in cui sei cresciuto. Goditi il video degli Arcade Fire e poi continua a leggere questo post.
Che in realtà si chiude con due segnalazioni che ti spiegano il contesto. La prima è un articolo di PC World che racconta di come Google abbia collaborato con gli Arcade Fire per mostrare -attraverso il video- le potenzialità del nuovo web (alla faccia di chi dice che è morto):Google and Arcade Fire Collaborate on the Geekiest Music Video Ever.
La seconda, invece, è un bell'articolo (as usual) del Post che ti spiega tutto per bene: Gli Arcade Fire e il videoclip del futuro. Technorati Tags:, , ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1378 08 31 2010 12:00:00 GMT
In effetti è una pipa Se non potessi giurare sull'assoluta buona fede dell'autrice, direi che il titolo «L'ebook non è un libro. O sì?» potrebbe assomigliare a quei titoloni ineffettivi che vanno tanto di moda oggi («Google ci rende stupidi» «Il Web è morto» «Facebook fa ingrassare»).
Però, appunto, tra le tante domande dell'intervista fatta a me la domanda «L'ebook è un libro vero?» c'era.
Ora, non so cosa abbiano risposto Roncaglia, Bianciardi e Sterling. Io, nel mio piccolo, a quella domanda ho risposto così: «Sì. Il libro, tradizionalmente, è oggetto e testo. Cambia l'oggetto, come è cambiato spesso nella storia del libro. Ed evolve il concetto, che è sempre stato un concetto culturalmente determinato, legato ad un periodo. C'è stato un tempo in cui il libro non poteva essere a disposizione di tutti ed un tempo in cui una biblioteca pubblica o una donna che leggeva erano eresie. Oggi stiamo solo affrontando un'altra evoluzione, che cambia la nostra idea di libro da fine del XX secolo e la aggiorna ad un mondo diverso. McLuhan raccontava, decenni fa, la storia di un aristocratico inglese che, nel pieno della cultura orale delle common laws stava chiuso a casa a scrivere un trattato di storia naturale. E i suoi amici nobili lo prendevano in giro perchè "perdeva tempo con i libri". Il cambiamento che stiamo vivendo nell'editoria è profondo, ma è organico ad un mutamento molto più ampio, che riguarda il modo in cui funziona tutta la nostra cultura».
Stilos Magazine: L'ebook non è un libro. O sì? (non c'è il permalink). Technorati Tags:, ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1377 08 30 2010 12:00:00 GMT
Il miglior racconto del mondo di oggi E' una cosa che mi sto ripetendo sempre più spesso, forse proprio perchè tra saggi e articoli mi confronto quasi quotidianamente con la difficoltà di divulgare delle transizioni complesse. Però, davvero, la narrativa e in particolare la science-fiction (anche quella non canonica) mi sembrano sempre più efficaci per raccontare il mondo di oggi.
Così, se dovessi scegliere tra le tante definizioni per la fantascienza proposte da Davide, forse sceglierei questa: «Molte persone hanno tentato di definire la fantascienza. A me piace chiamarla la letteratura dell'esplorazione e del cambiamento. Mentre altri generi sono ossessionati dalle cosiddette verità eterne, la SF si occupa del fatto che i nostri figli potrebbero avere problemi diversi. Che potrebbero, in effetti, essere diversi da ciò che noi siamo stati».
O questa, che è la più corretta da un punto di vista narratologico: «La fantascienza in generale - attraverso la sua lunga storia in diversi contesti - si può definire come 'un genere letterario le cui condizioni necessarie e sufficienti sono la presenza e l'interazione di straniamento e cognizione, e l'elemento formali della quale è una struttura immaginativa alternativa all'ambiente empirico dell'autore.'».
Ma giudica tu stesso: Cos'è la fantascienza Technorati Tags:, ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1376 08 30 2010 12:00:00 GMT
Gli spazi del lettore Un po' di riepilogo di temi e cose lette e successe. Luca (che presto esordirà in Tv su RaiTre come presentatore) ha lanciato ieri una riflessione sugli spazi del lettore, la biblioteca fisica di cui ci circondiamo a casa. Ne sottolinea l'importanza, per noi e per la nostra cultura. E pensando a come sarà domani, con i libri elettronici, si chiede «La perdiamo a cuor leggero?». Io ho provato ad argomentare una risposta, la mia: i due pezzi, entrambi lunghetti, sono qui: Kindle. E la biblioteca della mente e Biblioteca sociale elettronica.
Poi: la discussione su Goodreads (nata in pieno e deserto agosto) viene rilanciata da Storia Continua, che fa il tifo per aNobii. Su Goodreads il problema principale rimane proprio l'importazione dei libri dal social network di Hong Kong, però man mano che ci arrivano lettori italiani e aggiungono titoli, l'indice si consolida. Secondo me Goodreads è da vivere per scoprire libri e lettori affini, più che per tenere in ordine la propria libreria. In quest'ultimo caso il modello banale e semplice di aNobii funziona meglio. Se passi a Goodreads, sono qui.
Infine, L'Espresso oggi in edicola dedica un box a 40k, con un buon claim: «Un libro, tre euro» Technorati Tags:, , ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1375 08 27 2010 12:00:00 GMT
La disfatta di Wylie Se ti interessi un po' di editoria, ricorderai il tema estivo: Wylie "The Jackal" che da agente letterario diventa editore e promette guadagni fuori standard per tutti i suoi autori (vedi qui, se te lo sei perso).
Ebbene, a quanto riporta Mediabistro, «i titoli di Odyssey, la casa editrce di Wylie, saranno rimossi dal mercato ove in concorrenza con i diritti di Random House». In pratica salta l'accordo esclusivo con Amazon che tanto aveva fatto parlare. La notizia è appena stata battuta e non ci sono ancora molti commenti in giro, ma è facile prevedere che le colombe ridacchieranno un po' dopo che i falchi avevano alzato la testa.
Mediabistro, Wylie Conceeds to Random House. Technorati Tags:, , ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1374 08 24 2010 12:00:00 GMT
I libri nel cortile dei lettori Qualche tempo fa, Guy LeCharles Gonzalez (su Digital Book World) raccontava come zitti zitti i signori di Goodreads avessero aggiunto un tassello interessante al già ben popolato social network di amanti dei libri. Questo tassello, il lettore di ebook embeddato nell'app per iPhone, si accompagnava alla possibilità di leggere e comprare gli ebook direttamente nel posto in cui al gente li consiglia e li recensisce. Il post, intitolato Goodreads Takes Next Step in Social Reading, lo spiega bene.
Di Goodreads avevamo già parlato (qui), e da allora ci sono approdati tanti italiani. Il reader integrato é un passo avanti notevole se guardiamo ad aNobii, che ci ha messo 18 giorni per aggiungere Radiazione e che chiede come dato obbligatorio il numero di pagine per gli ebook. Però, soprattutto, la cosa che mi pare interessante è la possibilità di accedere all'ebook nel posto in cui magari lo scopri, ed è qualcosa che a occhio assomiglia molto alla logica che alcuni attribuiscono al futuro Google Editions. E forse è anche un modo per rendere meno ripida la curva di apprendimento di coloro che hanno un iPhone o un iPod Touch o un iPad e magari non hanno mai avuto «il coraggio» di avvicinarsi ad un ebook.
Sono congetture, ovviamente, ma provare non ci costava nulla. Così, con i ragazzi di Goodreads (che già ci stavano lavorando), abbiamo deviato anche verso gli editori la possibilità di caricare e vendere gli ebook che prima avevano solo gli autori. E da oggi gli ebook di 40k possono essere aquistati e letti anche lì (tranne il Cyborg, che ci arriverà presto).
Dovremmo essere i primi editori su Goodreads, vediamo come va e che tipo di dinamiche si innescano. Per i lettori italiani ovviamente il riferimento migliore resta Bookrepublic, ma per le altre lingue c'è molto da imparare e da capire, perchè non è facile far conoscere i titoli, conoscere i lettori e comprendere le configurazioni sempre nuove che si manifestano in questo periodo di grande cambiamento. Questi primi mesi sono tutta esperienza, in fondo.
In ogni caso, nei prossimi giorni, insieme alle nuove uscite, dovremmo essere disponibili anche su Amazon. E anche in questo caso, staremo a vedere con molta curiosità. Technorati Tags:, , ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1373 08 23 2010 12:00:00 GMT
Perchè farò a meno degli editori «Dodici bestseller dopo», scrive Seth Godin, «ho cominciato a chiedermi a cosa serva avere ancora un editore tradizionale».
L'idea di Godin, New York Times bestseller author (etichetta che oltreoceano significa molto), è semplice: l'editoria tradizionale è lenta, burocratica e -alla fine- meno efficace della rete, ambiente in cui l'autore può raggiungere in maniera molto più rapida ("disintermediata" direbbe qualcuno) un pubblico dieci o cinquanta o cento volte più grande. La dichiarazione di Seth è chiaramente dirompente, ma è accompagnata da una riflessione più generale sul ruolo dell'editore e sulla nuova configurazione che sta assumendo il rapporto tra autore e pubblico. In ogni caso non fidarti di questa mia sintesi.
Qui trovi il suo post (Moving on) e, se sei pigro, qui c'è l'anticipazione che ne aveva dato GalleyCat (New York Times Bestseller Seth Godin to No Longer Publish Books Traditionally). Technorati Tags:, , ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1372 08 23 2010 12:00:00 GMT
Preda Sarà che ci sono arrivato dopo aver abbandonato a pagina 30 Il Manoscritto di Dio (non avevo proprio voglia di appassionarmi a protagonisti così stereotipati). Sarà che il tema del romanzo mi interessa anche da altri punti di vista. Sarà. Resta il fatto che mi è venuta voglia di annotarmi qui qualcosa prima ancora di aver finito il libro.
L'introduzione di Crichton a Preda è un piccolo pezzo di genio: un brano di saggistica su come la tecnologia sta cambiando il nostro mondo e su come noi impariamo a rapportarci al cambiamento ex-post. E questo breve saggio (pur essendo del 2002) genera tanta suspance da permettere al racconto un avvio senza il timore di dover accelerare subito.
Leggendo la storia, da saggista, mi convinco sempre di più che è molto più potente la fiction per raccontarci il mondo di oggi.
Crichton inizia così: «L'idea secondo cui il mondo intorno noi sarebbe in perpetua evoluzione è un luogo comune di cui raramente cogliamo le implicazioni più profonde». E per qualche pagina prepara il terreno mentale del lettore che sta per entrare nel romanzo, costruendo quel knowledge gap di cui parlava Livia.
Con me, devo dire, ha funzionato. Technorati Tags:, , ]]>
Scritture http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1371 08 18 2010 12:00:00 GMT
Con la morte nel titolo Ne sentiremo parlare per giorni, ma d'altro canto era una situazione pianificata proprio per questo scopo. Il magazine Wired è uscito con la famosa copertina sul «Web che è morto», (largamente preannunciata nelle scorse settimane, come da manuale di strategia di marketing). Immediatamente il titolo è stato rilanciato da tutti, anche con qualche confusione interessante (ad esempio Internazionale titola La morte di Internet, dando voce al senso comune che usa internet e web come sinonimi). E ci sono già le prime discussioni di approfondimento. Ne seguiranno tantissime, in un pattern disegnato per alimentarle.
Quello che abbiamo alla fine, se escludiamo il titolo alla Nicholas Carr, sono due articoli interessanti (non necessariamente nuovi nel contenuto e non necessariamente condivisibili in toto) e un effetto collaterale. La diffusione che sarà data al lancio strillato ("il web è morto") tradisce sicuramente il reale significato degli articoli ("il web è una commodity", potremmo dire, ed è impreciso anche se lo diciamo in tanti da anni). Ma porterà maggiore attenzione ai dibattiti sull'apertura dell'accesso. Metterà a tema la negoziazione continua (e inevitabile) tra recinti commerciali e barriere d'ingresso e tanti altri aspetti chiave dell'internet di massa. Temi che per essere portati a una visibilità più generale, essendo molto complessi, avevano forse bisogno di uno strillo tagliato con l'accetta.
Per quanto mi riguarda, invece, anche da morto il web resta una risorsa preziosissima, come i romanzi (di cui pure qualcuno ogni tanto annuncia il decesso). Technorati Tags:, , ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1370 08 17 2010 12:00:00 GMT
Il paradiso dei lettori Goodreads è, probabilmente, il posto in cui si prendono più decisioni di acquisto di libri dopo Amazon. Io non l'avevo mai frequentato, soprattutto perchè non ci sono (quasi) italiani e -di conseguenza- ci sono pochi libri nella nostra lingua.
In questi giorni, mettendo su l'account per 40k ho cominciato a giocarci un po', anche con Giovanni, e per scherzo abbiamo fatto anche la pagina autore di Sergio (che però deve ancora reclamarla per editarla).
Lo strumento è potentissimo. Se usi aNobii e passi a Goodreads avrai la sensazione di un salto quantico. Gli autori possono avere la loro pagina (questa è la mia) per monitorare i propri libri e conversare con i lettori (come voleva Max). Ci sono infinite occasioni per scoprire libri, autori che non si conoscono e persone affini: liste, giochi, meccanismi sociali e incroci di opinioni.
Certo, dipende dai gusti, ma la mia personale impressione è che, in un confronto diretto, al claustrofobico aNobii resti solo il vantaggio della localizzazione in italiano.
In ogni caso la vera potenza dello strumento la cogli quando ti rendi conto che, aprendo un gruppo (io ho provato con il 40k Book Club) o partecipando a una conversazione, puoi linkare dentro le discussioni gli autori e metterci le copertine del libro. In questo modo i post vengono automaticamente collegati alla scheda del libro (esempio). Questo significa che quando stai guardando un titolo per decidere se ti interessa, è imemdiatamente collegato a tutte (o quasi) le azioni che lo riguardano.
Vito ha provato a importare i libri da aNobii nel suo profilo di Goodreads e ci è riuscito con uno score di 145 su 312. Ma sta lavorando per capire come migliorare la performance. In ogni caso, se decidi di provarlo, mi trovi qui. Technorati Tags:, , ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1369 03 08 2010 12:00:00 GMT
Una conversazione sul mondo che cambia Ne accennavo ieri, la lunga intervista con Henry Jenkins è online e ha un titolo che non poteva essere più adatto.
I temi trattati sono davvero a tutto campo, da Apple allo spostamento verso il mobile, dalle trasformazioni del giornalismo ai libri, agli ebook e all'editoria. Dall'educazione all'impatto delle tecnologie sul nostro cervello. E' difficile persino scegliere un passaggio da citare come teaser, perchè davvero dietro il discorso di Henry c'è tutto uno scenario e una visione organica. E l'intero ragionamento è molto pacato, ricco di una riflessione profonda e moderata, di quelle che non cercano i titoli dei giornali. Quindi, se hai tempo, dagli un'occhiata.
Henry Jenkins: «Siamo in transizione, stiamo imparando» Technorati Tags:, , ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1368 03 08 2010 12:00:00 GMT
Siamo noi la minoranza Mentre lavoravo ad una lunga intervista con Henry Jenkins (quasi 18k battute, che usciranno su Apogeonline), sono stato colpito da un passaggio. Si parlava della nostra società che abbandona la carta e Jenkins ad un certo punto costruisce un'affermazione semplice, che siamo tutti in grado di riconoscere nella nostra esperienza, ma che rovescia (giustamente) un nostro errore di prospettiva quando parliamo di libri. «Il rapporto della gente con i libri è cambiato da tempo», dice. «Oggi un americano medio possiede due libri, mentre c'è una sottocultura (cui io appartengo) che ne possiede migliaia».
Anche io possiedo ben più di un migliaio di libri e quindi sono un membro della sottocultura che li legge avidamente. E lo shift concettuale, lo spostamento dei lettori dall'essere la cultura all'essere una sottocultura, è realistico. Ma espresso in forma così chiara è contundente ed è una chiave di lettura su cui riflettere senza pregiudizi e con la giusta calma. Soprattutto ragionando sull'accesso digitale ai libri (ed alla pubblicazione) che potrebbero riavvicinare la cultura e la sottocultura dei lettori. Bisogna pensarci un po'. Technorati Tags:, , ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1367 02 08 2010 12:00:00 GMT
Da qui all'ultima luna di agosto I primi libri di 40k sono in circolo. Per ora su Smashwords, da domattina alle sei su Bookrepublic. Poi arriveranno piano piano negli altri store (da Amazon a Apple, a Barnes & Noble). Sono tre titoli, in diverse lingue: complessivamente otto ebook, che precedono tutti gli altri annunciati e ora in coda per dopo ferragosto. Queste prime uscite sono un test generale per tutto il meccanismo, dai formati alle distribuzioni, dalle traduzioni al confezionamento. Ma tutta questa esperienza che stiamo accumulando, forse, meriterebbe un post a parte. Un'altra volta.
Ora mi diverte più l'idea di parlare dei libri che abbiamo messo in circolo, aprendo in qualche modo una conversazione. Rileggevo ieri l'introduzione di Jeffrey Deaver all'antologia The Best American Mistery Stories 2009 (pubblicata in Italia con il titolo di Notti senza sonno): c'è un passaggio in cui dice che, malgrado il suo reddito dipenda totalmente da storie lunghissime, ha una passione per i racconti. «Quando si legge un bel racconto», scrive, «l'intensità del'esperienza emotiva può superare la gratificazione derivante dal coinvolgimento più tranquillo offerto da un romanzo». Senza voler tentare minimamente paragoni con Deaver, potrebbe essere questo il fil rouge delle storie pubblicate da 40k.
Radiazione di Jacob Appel, è una brillante novelette sulle psicosi americane post 11 settembre. La storia è raccontata in modo molto sofisticato e con un retrogusto lucido di bella ironia. L'autore, poco noto in Italia, ha vinto un sacco di premi per le sue storie ed è molto spesso inserito nelle varie antologie dei Best of che piacciono tanto oltreoceano.
Tranne la musica, di Kristine Kathryn Rusch, è un racconto di suspance molto ben congegnato, con un pizzico di fantastico che non si nota come tale. Kristine è un'autrice con una lunghissima serie di premi vinti e, tra l'altro è stata inclusa da Deaver nell'antologia di cui sopra.
Il saggio di Thierry Crouzet ha un titolo un po' fuorviante: La strategia del Cyborg. In realtà è una provocatoria riflessione sul ruolo dell'autore e su come cambia il concetto stesso di autorship una volta che ci connettiamo in rete. E' un (iper)testo pensato per l'edizione digitale, costruito attraverso molti riferimenti. E l'edizione italiana è impreziosita da una breve introduzione di Giovanni.
Ora, per noi, arriva la parte buffa. Abbiamo lavorato per mesi e tocca passare la parola a chi legge. E' inutile dire che credo di parlare a nome di tutta la squadra (e anche a nome dei traduttori) e che siamo curiosissimi di vedere cosa ne pensate voi. Technorati Tags:, , ]]>
Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1366 07 30 2010 12:00:00 GMT
The Wylie Effect Uno degli effetti generati dalla scossa di Wylie (puntate precedenti: 1, 2, 3) è che in Italia si sta accendendo una discussione un po' più matura sull'ebook e in generale sulla transizione al digitale. Solo a maggio, al Salone del Libro, si ascoltavano pareri che proiettavano la transizione in un punto imprecisato della retta del tempo, generalmente successivo a «fra molti anni». Erano opinioni probabilmente di facciata, funzionali alle prime trattative sui contratti, certo, ma oggi si arricchisce il dibattito pubblico.
Loredana ha intervistato Roberto Santachiara su Repubblica (La guerra dell'e-book Santachiara: "Nessun accordo con gli editori") e ha poi raccolto le risposte degli editori (Gli editori rispondono). Su Affari italiani invece c'è il parere di Grandi & Associati: Anche in Italia è sfida tra agenti ed editori. Ma non per la Grandi e Associati. Questi articoli sono ovviamente stati accompagnati da diversi commenti in giro per i social network, che hanno dato un po' il polso della situazione.
Ne emerge un quadro interessante, in cui l'unica valida impressione generale è che non è stata ancora fatta sintesi sulla trasformazione cui stiamo assistendo. Ma d'altro canto nessuno ha oggi in mano altro che congetture. Siamo ancora all'inizio della fase nuova.
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Media http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1365 07 28 2010 12:00:00 GMT