Man mano che la scienza e la tecnologia continuano a innovare, diventerà sempre più facile migliorare le capacità umane di base o modellare la nostra capacità cognitiva, i nostri stati d'animo, la personalità e le performance del nostro corpo. Così come controllare i processi biologici che determinano l'invecchiamento. Alcuni hanno suggerito che queste innovazioni ci porteranno fuori dai confini della natura umana. Queste tendenze, e queste drammatiche prospettive, toccano questioni etiche profonde. Hanno generato un intenso dibattito pubblico e sono diventate un tema centrale della discussione sui temi etici.
[Human Enhancement]
Il 16 aprile, sempre per Laterza, andrà in libreria «Umanità accresciuta», con il sottotitolo «Come le tecnologie ci stanno cambiando». Per tradizione non ne avevo parlato qui, aspettando di farlo appena ci fosse una copertina (ma c'era stato un piccolo annuncio). Rispetterò la tradizione, riservandomi di scrivere qualche riga per presentarvi il libro nella prossima settimana. [Human Enhancement]
Ma oggi ho scoperto una bella convergenza di titoli con Human Enhancement, pubblicato dalla Oxford University Press. Si tratta di due libri ovviamente diversi, per metodo e argomenti affrontati (il mio, ad esempio, è un discorso concentrato sullo spazio immateriale e di rete in cui oggi viviamo e siamo umani, e sul modo in cui ci orientiamo senza corpo), ma entrambi affrontano un problema della contemporaneità, non sintetizzabile in un solo punto di vista ed estremamente ricco di aspetti interessanti.
Così come interessante mi pare anche la convergenza sul concetto di enhanced, che personalmente preferisco ai mondi da noi lontani che si nascondono dietro i prefissi post (post-umano, post-moderno, ecc.) e trans (trans-umano).











