Piccola disclosure. Difficilmente parlo su questo blog dei progetti cui lavoro (altra cosa sono gli hobby), se non quando hanno una speciale attinenza con i temi che qui di solito segnalo. Questo è uno dei casi, anche se il mio ragionamento è generale e non specifico su YouDem. :)
Sul Corriere, Aldo Grasso fa una recensione di YouDem, centrando molto il ragionamento sul merito: la qualità delle trasmissioni e -soprattutto, aggiungo io- la ricerca di un linguaggio espressivo originale, sono un dato importante. Su cui bisognerà lavorare, insieme a mille altri miglioramenti necessari, anche concedendo del tempo per lavorarci. La parte più interessante del ragionamento di Grasso, a mio avviso, è però quella in cui condanna implacabilmente -nel metodo- l'apertura di una Tv (dovremmo trovare forse un altro nome) ai suoi spettatori. Il "Modello Facebook", lo chiama.
Al di là del fatto che YouDem in particolare è un caso che -con il tempo, naturalmente- andrebbe letto più in ottica politologica (agenda dei cittadini, conversazione con la classe dirigente, ecc.) che non in ottica mediale (non è Canale 5, no), è vero che ci sono tanti problemi da risolvere. Ed è normale che ci siano, è una sperimentazione nuova non una commodity sedimentata. Altrimenti, sarebbe così anche Canale 5.
Il processo, infatti, è di senso contrario. E' la televisione che dovrebbe finalmente innovarsi, non sono le "prove di innovazione" (che a volte vanno bene, altre no) a dover copiare la "costosa" Tv di Grasso e del pubblico di vecchietti. :)
Ma, in generale, io credo che proprio attraverso esperimenti come questi possa crescere la capacità "diffusa" delle persone di dominare l'espressione video (di imparare dagli altri, come comunità di pratiche) esattamente come è stato fatto per la scrittura. Ad oggi i numeri della qualità sono ancora percentualmente bassi, ma i canali aperti servono appunto a farli crescere. Basta concedere -anche qui- del tempo ai propri giudizi e valutare -forse- uno scenario più ampio. E magari ricordare anche che quel modello di Tv professionale invocato da Grasso è, per ammissione dello stesso, una forma senescente di terapia geriatrica. Che contenuti televisivi consumeranno le nuove generazioni?
Oggi tutti abbiamo, nei nostri sistemi operativi, l'occorrente per registrare e montare video. La storia ci dimostrerà che, come sempre, data la disponibilità di uno strumento, la gente lo userà. E la rete, temo in maniera irreversibile, contaminerà le abitudini che oggi chiamiamo televisione.
Insomma, io non sarei scettico come Grasso. Ma è anche vero che io uso la Tv solo per guardare telegiornali e dirette, quando non posso fare diversamente. Non siamo probabilmente lo stesso pubblico. :)
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