Anche questo non può essere sfuggito a chi abbia frequentato di recente le classi di una qualsiasi scuola. Mentre gli adulti hanno fatto esperienza dello spazio geografico dove per spostarsi da un punto all'altro serve tempo e le distanze si misurano in kilometri, i nativi sembrano avere sviluppato la capacità di muoversi con altrettanto agio nello spazio mediato di rete. Uno spazio che, per essere attraversato, non richiede tempo e in cui le distanze non si misurano in kilometri, ma in nodi della rete sociale che bisogna percorrere di link in link per raggiungere la propria meta. Lo spazio mediato di rete non sostituisce per i nativi lo spazio geografico, ma vi si affianca come una nuova dimensione. Una dimensione fatta di bit e non di atomi. Anzi, una dimensione fatta di comunicazione.
[Fabio Giglietto, Insegnare ai nativi]
Ne parlavamo l'altra sera in vineria con Alberto, e io avevo scritto qualcosa sul tema a proposito di un libro. Ma l'argomento è sensibile, sia per che insegna sia per chi ha figli che studiano. L'articolo di Fabio merita una lettura e il progetto Taccle una riflessione. :)[Fabio Giglietto, Insegnare ai nativi]











