Mario Gerosa, autore Second Life e di Mondi Virtuali, mi rigira una "catena" che, per una volta, accetto e rilancio con piacere. Lo faccio perchè le informazioni che ne potrebbero venir fuori sono sicuramente interessanti per chi, come me o Giovanni, sta studiando Second Life. E anche perchè potrebbe risultarne un utile inventario di dati sulla "nuova percezione" del mondo metaforico dopo le banalizzazioni dei media.
La catena consiste nel raccontare 8 cose di se stessi e nel rilanciare ad 8 blogger che sono in SL. Quindi:
1. Second Life non è disegnata per essere facile all'inizio, ed è un peccato. Il primo approccio di solito è disperante e non fornisce una buona idea. Io, che pure vengo da anni di MMORPG, per i primi tre giorni ho girato con una coda che non sapevo come togliere. ho tenuto duro solo perchè ero molto motivato. (Quindi, se entrate, cercate posti in cui ci siano helper o persone che vi introducano) :)
2. Io ho cominciato a capire qualcosa di SL quando ho cominciato ad "usarla" e non solo a passeggiarci. Per capire Second Life dovete farci qualcosa, essere attivi nel mondo. Questa cosa la pensavo di Second Life, poi mi sono reso conto che anche nella prima vita girare solo per strada da ebeti non è una grande soluzione ;)
3. La mia prima esperienza di cose fatte su Second Life è riassumibile in una serie di magliette con copertine di dischi di gruppi indie. Bellissima quella dei Sigur Ros :)
4. All'inizio trascuravo molto l'aspetto del mio avatar. Poi ho capito che può esserci una ricerca stilistica anche nel modo di presentarsi e che è una delle principali forme di comunicazione. E' poco intuitivo, ma ci facciamo un'idea dei nostri interlocutori anche attraverso il loro avatar. E a volte mi pare che l'avatar mi aggiunga informazioni anche su persone che già conosco e frequento. Devo riletterci.
Io ho scelto di farmi un avatar che mi somiglia un po' (frontalmente), ma che è palesemente una proiezione (essendo un cyborg con il cervello a vista).

5. Una delle cose più belle che si può fare in SL è ascoltare musica con gli amici. Una delle cose che mi diverte di più è fare il DJ (la notizia è che me lo lasciano fare frequentemente) :D
6. SL sta diventando il punto di ritrovo di persone che frequento in rete e in real life. l'unAcademy (e, di fronte, la discoteca del Lucania Lab) sono ormai uno spazio in cui amicizie di lunga data o nuove si ritrovano per abitudine (superando la distanza geografica ed interagendo tutte insieme in modi nuovi e più ricchi). E nuovi amici si aggiungono ogni giorno.
E' un buon esempio di quanto chiamo umanità accresciuta
6. In SL mi presento (come ovunque in rete) con nome e cognome. Le relazioni che stringo con chi si presenta solo come avatar sono molto più deboli. Non per pregiudizio o diffidenza, ma perchè qualsiasi relazione ha come presupposto l'identità. L'avatar è un'interfaccia, non un contenuto.
7. Second Life è un mondo disegnato per le donne. Vestire o personalizzare un avatar maschile, se uno non si impegna, può risultare solo in due soluzioni: il truzzo palestrato e lo spilungone allampanato. Per quanto riguarda la moda maschile, il più delle volte risulta coincidere con i prevedibili gusti di un truzzo palestrato con problemi di daltonismo. Gli abiti formali sono ridicoli nel mondo metaforico, quindi rimangono solo jeans e t-shirt (spesso improbabili, comunque banali). Per le donne è molto più facile. :)
8. Ci ho messo molto tempo per farmi un'idea di SL. Non ho ancora finito ;)
Gli 8 blogger cui rilancio la palla sono:







