Weblog di Giuseppe Granieri
Da un po' di tempo, ne parlavo con Sergio e Antonio, sto osservando la nuova generazione di giovani commentatori tecnologici italiani che sta giustamente emergendo, dopo il gruppetto di early adopters che si era divertito a confrontarsi (anche duramente) nei primi anni di blogging, dal 2002 al 2005. E che oggi si è un po' seduto sulla riva del fiume.
Mi sembra di notare due cose. C'è una forte sproporzione di sguardo interno (ovvero di attenzione funzionale alla tecnologia, vocata a spiegare come funziona tecnologicamente) rispetto alla collocazione nel contesto sociale e culturale, nello scenario di un agire collettivo. E non è necessariamente un difetto, perchè la mia è naturalmente un'analisi viziata dal tipo di sguardo sulle cose che appassiona me. Poi dipende soprattutto dal fatto che sono approdati al web moltissimi nativi tecnologici e pochissimi ricercatori universitari, maybe troppo occupati -questi ultimi- a tenere nascosti lavori e ricerche.
La seconda osservazione, anche questa magari sbagliata, è che oltre ad una certa tendenza a "las malas tripas", stia emergendo una cultura diversa del fare rete. Un approccio molto strumentale alla circolazione dei link e all'incremento di visibilità, che sostituisce quella che in realtà potrebbe essere una tendenza (persino etica) a provare a fare cose belle insieme. Io, personalmente, scommetterei che è questo secondo tipo di agire in Rete che ha fatto e fa crescere la rete. E che la ricerca di visibilità e il link farming siano strategie che pagano solo sulla breve durata. Ma, anche qui, non è detto che io vinca la scommessa.
In ogni caso, forse con un po' di blogbabbionismo vecchio stile, sto silenziosamente -per ora- provando a fare un esperimento su Second Life, che socializzerò appena riesco a risolvere qualche problema. E se riesco a dargli una forma riconoscibile (il che non è detto). Per me SL non è mai stato un "fine", come ce lo raccontano i media, ma rimane un "ambiente" in cui -seguendo le sue regole implicite- si può provare a fare qualcosa di interessante. Che può uscire bene o no, ma provarci e sperimentare è sempre una cosa che mi affascina.
Per far funzionare le cose, dicevo, occorre risolvere dei problemi. Che nel mio caso non riguardano SL ma soprattutto il modo in cui usarla per fare altro. Quindi le questioni su cui riflettere attengono soprattutto la "metodologia" (didattica e divulgativa, ma non solo). E sui problemi che sto affrontando, mi rendo conto che le idee che posso avere io da solo sono meno di quelle che possiamo avere tutti insieme.
Quindi, lancio la palla e vediamo se c'è chi si "diverte" a raccoglierla: qualcuno vuole cimentarsi con la sfida di creare dei piccoli set di infografica autoesplicativi? Possono andare bene anche brevi video senza audio.
Per l'infografica, in particolare, si tratta di realizzare una (o più) serie di 3 o 4 slide che, senza il supporto di un relatore, servano a spiegare in maniera efficace uno dei concetti cardine per capire la società e la cultura digitale. A pensarci bene, anche l'individuazione socializzata di questi concetti può essere un esperimento interessante.
-->
Posted by g.g. | # | Media | 07/09/2007




Umanità accresciuta. Come le tecnologie ci stanno cambiando, Laterza 2009
© Laterza, 2009
La Società Digitale, Laterza 2006
© Laterza 2006
Blog Generation Laterza 2005
© Laterza 2005
(4a edizione: 2009)

Geração Blogue, Presença 2006
© Presença 2006
  L'altro blog


  

40k's bookshelf



More of 40k's books »


         My books on Goodreads


Blog GenerationBlog Generation
ratings: 2 (avg rating 5.00)

La società digitale La società digitale
ratings: 2 (avg rating 5.00)