Weblog di Giuseppe Granieri
Ai tempi della conversazione sul "codice di condotta dei blogger", in molti sostenemmo che semplicemente non poteva funzionare. Le ragioni erano tante, prima tra tutte l'osservazione che in rete l'enforcement non è possibile e non paga, mentre invece si disegna sempre un risultato proporzionale alla condivisione dei valori.
Nel suo ultimo editoriale su InfoWeek, Cory Doctorow spiega chiaramente che non è la massa critica dei blogger (ovvero la "norma") ad essere il problema, ma la "deviazione della norma" -che è una forma patologica in senso sociale- che definiamo Troll. E la caratteristica dei Troll, proprio in quanto deviazioni dalla norma è che non seguono le regole, nè implicite (quelle che usiamo tutti) nè esplicite (quelle che vorrebbe definire il "Codice di Condotta").
Poi, Cory fa un paragone leggermente ironico. O'Reilly, che ha proposto il codice, ha costruito il suo impero editoriale osservando ciò che facevano i geek e raccontandolo in modo che altri potessero fare come loro. E conclude che noi dobbiamo fare esattamente come lui:
Se vogliamo combattere i troll non possiamo limitarci a costruire delle assunzioni a priori su cosa possa scoraggiarli o dissuaderli. Piuttosto dobbiamo osservare le loro presenze e studiare le loro tecniche.
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Posted by g.g. | # | Media | 05/16/2007




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