Ieri, il TG2, mi ha intervistato. Ero lì per caso e la troupe faceva interviste agli "uomini della strada" sull'uso del telefono mobile. Era probabilmente uno di quei lavori di raccolta di pareri della ggente che poi terminano in un montaggio veloce (e spesso caricato di qualche effetto burlesco).
Mi hanno persino chiesto se so che alcuni teorizzano la dipendenza da cellulare (e da World of Warcraft, dai blog, dalle lasagne della mamma, avrei aggiunto io). Sono stato tentato di rispondere che ad ogni nuova tecnologia emergente, parte della società si mette in allarme. E di raccontare, a mo' di esempio, che nell'Inghilterra della tradizione orale delle common laws c'è stato più di qualcuno che associava alla follia il tempo speso a scrivere libri. Da buon "uomo della strada" ho dato una risposta molto più generica. E coerente con i tempi televisivi.
(Anche perchè avevo già registrato il terrore negli occhi della giornalista quando, alla domanda "usa molto il cellulare?", ho risposto che "ormai delego al palmare tutta la mia memoria operativa") :)
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